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NO MUOS

La lotta continua: aspettando il CGA, tra prospettive ed appuntamenti

Attualità, Battaglie | 3 Settembre 2015

NO MOUS AUTUNNO 2015

“Aspettando settembre” è un bel pezzo dolente di Giorgio Canali, un rifacimento dei maledetti e francesi Noir Desir. Per il movimento No Muos il pezzo in questione appare calzante.

Si attende entro il 30 la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che dovrà pronunciarsi sul ricorso del Ministero della Difesa. L’attesa è spasmodica per alcuni, futile per altri. E’ vero che in questo momento le parabole del sistema militare Usa sono bloccate, ma i risultati sono stati ottenuti dalle pressioni popolari.

Prova ne sia che l’ennesimo ricorso che ha allungato fin qui i tempi viene dallo Stato italiano. Teoricamente la decisione del CGA, che dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle parabole, potrebbe pure sancirne lo smantellamento. E chi dovrebbe farne rispettare i voleri? Renzi, che cerca di accreditarsi come il miglior alleato per Obama?

Al netto dei timori, tra gli attivisti si guarda con una certa fiducia alla decisione del tribunale amministrativo. Gli elementi sono lì, a disposizione di chi sappia interpretarli con onestà e rigore. E la decisione può rilanciare ulteriormente la lotta, qualunque essa sia.

Ma i No Muos, è noto, non sanno stare fermi. Ed ecco che tracciano nuovi percorsi, nuove alleanze, riprendendo la rete di realtà territoriali sparse per l’Italia. Ribadendo la necessità della ripresa di un nuovo e forte e radicato antimilitarismo, che sappia combattere lo sciacallaggio che avviene sulla pelle di migranti ed italiani tutti.

A Trapani, all’aeroporto di Birgi noto per i voli low cost ma che in realtà rimane un avanposto militare (come hanno dimostrato le vicende libiche del 2011, quando lo scalo venne utilizzato per detronizzare Gheddafi a suon di bombe), è prevista dal 28 settembre al 6 novembre “la più grande esercitazione Nato dai tempi della guerra fredda”, come l’ha definita il Comando generale dell’Alleanza Atlantica. A due passi dalle saline di Trapani, dai mulini a vento di Marsala e dalle isole Egadi. Come No Muos stiamo lavorando ad un coinvolgimento quanto più ampio possibile, sulla scia di quanto stabilito dal campeggio di agosto.

Come dimenticare poi le sorti di Lampedusa, sfortunata isola sulla quale si sperimentano le politiche militari e neocolonialiste dell’Unione Europea? Dal Lampedusa film festival, che si terrà dal 23 al 26 settembre, numerosi gli appuntamenti nella piccola isola delle Pelagie: anche qui una delegazione No Muos sarà presente, in perenne collegamento coi militanti di Askavusa. Previste inoltre date in comune coi No Triv siciliani, che parlano la stessa lingua e perseguono gli stessi obiettivi.

Sul Cara di Mineo poi gli attivisti non mollano la presa. Tra i primi a denunciare lo scempio che significa quel carcere sulla statale Gela-Catania, i No Muos promettono battaglia sull’annunciata visita, venerdì prossimo, del leghista Matteo Salvini. Già spernacchiato nei mesi precedenti, il segretario della Lega Nord sarà sostenuto (così dicono i bene informati) da un codazzo di “ammiratori” e fans.

Insomma: dopo un agosto tra i più afosi, meteorologicamente parlando, si preannuncia un settembre infuocato. Politicamente parlando, s’intende.

Andrea Turco 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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