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NO TAV

Non fu terrorismo. Ma la condanna degli attivisti non è terrorismo di Stato?

Ambiente, Attualità, Battaglie, Giustizia, Italia | 29 Marzo 2017

La protesta dei No Tav in Val di Susa secondo i magistrati non ha il connotato dell’azione terroristica volta a condizionare le decisioni dello Stato sull’alta velocità: lo ha definitivamente deciso la Cassazione respingendo il ricorso della Procura di Torino che insisteva nel sostenere questa accusa nei confronti di quattro attivisti (Claudio Alberti, Niccolò Blasi, Chiara Zenobi e Mattia Zanotti) che avevano lanciato molotov contro il cantiere di Chiomonte.

Ieri tuttavia lo stesso tribunale di Torino ha condannato la storica attivista Nicoletta Dosio a due anni di reclusione, insieme ad altri 11 attivisti del movimento No Tav, per aver presidiato il casello di Avigliana dell’autostrada A32 lasciando passare gli automobilisti senza pagare il pedaggio. Due anni di reclusione (4 per alcuni) per difendere il proprio territorio. Ci domandiamo fino a che punto arriverà il “Terrorismo di Stato”, ovvero la repressione quale strumento principale per bloccare le lotte.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 29 Marzo 2017 e modificato l'ultima volta il 29 Marzo 2017

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