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NOMINE

Massimo Bray nuovo assessore alla Cultura della Puglia

Cultura | 20 Novembre 2020

Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha nominato la giunta del suo secondo mandato e come assessore alla “Cultura, Tutela e sviluppo delle imprese culturali, Turismo, Sviluppo e impresa turistica” ha scelto Massimo Bray.

Commenta così, dalla sua pagina facebook, il neoassessore: “Il Governatore della mia Regione, Michele Emiliano, mi ha nominato assessore alla #Cultura e al #Turismo della Puglia. Confesso che oggi, mentre mi comunicava la scelta al telefono, l’emozione mi ha fatto pensare a un’immagine di Vittorio Bodini: il “cielo invernale di zucchero azzurro”. Lo stesso che, nei nei prossimi giorni, potrò tornare a guardare!

Sotto quel cielo ripotrò visitare luoghi che ho amato e che non potrò mai dimenticare.

Terrò presenti gli insegnamenti delle persone che mi hanno formato. A molti di loro è andato subito il mio pensiero. E spero che avranno la pazienza di continuare a consigliarmi e a correggere i miei errori.

La Cultura e il Turismo sono da molti anni due temi importantissimi per la Puglia; credo che occorra ripartire da questa certezza il prima possibile, per sentirci una comunità coesa e per pensare insieme il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Vorrei che l’esperienza che mi aspetta fosse uno sforzo, condiviso con tutti i cittadini pugliesi, per immaginare il modo migliore – rispettoso della storia e delle specificità – di valorizzare lo straordinario patrimonio che la nostra Terra possiede. Un patrimonio che occorre difendere e sentire davvero come qualcosa che appartiene a ognuno di noi. Il turismo sarà una leva importante per la crescita. Dovremo governarlo, immaginando un modello che garantisca gli investimenti, ma sia rispettoso del paesaggio.

Viviamo un momento difficile. Un momento in cui occorre essere responsabili: dobbiamo essere vicini a chi è più in difficoltà ma cominciare a progettare sin da subito il nostro futuro, dobbiamo fare ogni sforzo per tener vive le moltissime straordinarie professionalità che in questo momento rischiano di scomparire.

Abbiamo di fronte una grande opportunità: quella di misurarci con la potenzialità che deriva dalle scelte fatte in Europa (penso a #NextGenerationEU) e che possono vedere la Puglia protagonista proprio nel mondo della Cultura e del Turismo.”

Massimo Bray: ex Ministro dei Beni culturali

Ma chi è Massimo Bray?

Leccese di nascita e attuale direttore della Fondazione Enciclopedia Treccani, fu Ministro dei Beni e delle Attività culturali per poco più di 9 mesi tra il 2013 e il 2014.

Un breve periodo per giudicare l’attività di un Ministro ma sufficiente per rilevare alcune delle sue importanti azioni per quanto riguarda la Campania.

Nominò a capo del Grande Progetto Pompei il Generale Giovanni Nistri, attuale Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, a fare da garante e a supervisionare i lavori straordinari con i 105 milioni di euro stanziati dalla Comunità europea.

Nominò come Soprintendente Massimo Osanna, diventato prima Direttore generale del Parco archeologico e poi attuale Direttore generale dei Musei italiani.

Bray: il Ministro che usava i mezzi pubblici

Ma Bray era anche il Ministro delle visite in bicicletta o con i mezzi pubblici ai siti che facevano parte del suo Ministero.

Memorabile la sua prima uscita pubblica appena nominato Ministro quando con l’immancabile zainetto in spalla e gli auricolari sceglie la circumvesuviana per raggiungere Pompei il 1 maggio e trova un convoglio strapieno che a causa di atti vandalici viene bloccato facendo ritardare di molto la sua visita agli scavi.

Arrivava così, spesso in sordina e senza grosse parate pubbliche per conoscere i luoghi e rendersi conto di persona delle criticità che doveva affrontare un turista in visita nella nostra terra.

La scoperta di Carditello e del suo “angelo”

Un giorno, durante una ricognizione delle sue, giunge a San Tammaro, nel casertano,  dove incontra Tommaso Cestrone, un volontario della Protezione civile che vive in una masseria nei pressi del Real sito di Carditello, ex casino di caccia dei Borbone.

Tommaso gli mostra le condizioni di abbandono in cui versa il sito e l’aiuto che personalmente cerca di dare affinché non sia completamente dimenticato. L’angelo di Carditello, come viene chiamato da tutti, muore a Natale del 2013 e a gennaio 2014 Bray mantiene la promessa fatta a Tommaso di acquistare la Reggia per annoverarla tra i siti di interesse culturale del Ministero dei Beni Culturali. Un acquisto di 11 milioni e mezzo di euro che darà il via al sogno di rivedere il Real sito dignitosamente valorizzato e restituito alla pubblica fruizione.

Da maggio 2016 il Real sito di Carditello è stato consegnato dal Polo museale della Campania alla Fondazione omonima nata da un accordo tra il Mibact, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro.

La Reggia fu costruita in un’area individuata per allevare i cavalli e avviare una produzione agricola e casearia. Ora l’obiettivo della Fondazione è mantenere il sito fruibile al pubblico ma anche ripristinare l’allevamento dei cavalli e rilanciare l’economia rurale e culturale del territorio. Una hub per promuovere lo sviluppo di iniziative imprenditoriali e l’enogastronomia locale.

In pochi mesi di mandato Bray ha lasciato di certo il segno e siamo sicuri che non potrà che fare tantissimo per la sua amata Puglia, dove ritorna dopo anni di residenza nella capitale.

Susy Martire
Un articolo di Susy Martire pubblicato il 20 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Novembre 2020

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