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NOMINE

Massimo Osanna nuovo Direttore generale Musei: “Non abbandono Pompei”

Beni Culturali | 6 Luglio 2020

Arriva un sabato di luglio per i Beni culturali una notizia inaspettata: Massimo Osanna nuovo direttore generale dei Musei, sostituisce l’uscente Antonio Lampis.

Massimo Osanna: Porterò l’esperienza di Pompei in altre realtà

Mago degli “scoop” il direttore generale di Pompei, ci sorprende anche stavolta.

Che ci dovesse essere un cambio della guardia a capo della Direzione generale dei musei era cosa risaputa. Ciò che invece nessuno immaginava era che a sostituirlo fosse l’attuale direttore generale del Parco archeologico di Pompei, appena un anno fa riconfermato alla direzione del sito archeologico più famoso al mondo.

“Sono onorato della scelta del Ministro Franceschini, della stima manifestatami e soprattutto del riconoscimento per l’attività svolta in questi anni a Pompei – dichiara Osanna – Un impegno grande che ha alle spalle un importante lavoro di squadra. Nei mesi a venire proseguiranno regolarmente le attività in corso, saranno portati a termine gli interventi avviati e gli eventi in programma, fino all’arrivo del nuovo direttore. Non è mia intenzione abbandonare Pompei, ma anzi continuare a seguirla da un altro punto di vista e soprattutto portare l’esperienza qui maturata anche ad altre realtà: dalla manutenzione programmata raggiunta a Pompei, al ruolo fondamentale della ricerca e delle tecniche del restauro nella tutela, al confronto con i grandi musei internazionali verso i quali rapportarsi come “sistema”, lavorando sulla valorizzazione, la comunicazione, la tecnologia e finanche sulla contaminazione tra arte contemporanea e antico. Alla Direzione dei Musei sono chiamato ad una responsabilità ancora più grande nei confronti del patrimonio culturale italiano, che cercherò di adempiere al meglio, in continuità con l’attività di Antonio Lampis, a cui auguro il meglio per il futuro”.

L’incarico dal 1 settembre

Ciò avverrà dal prossimo 1 settembre, dopo che Lampis lascerà la poltrona il 28 agosto. Dopodiché partirà la selezione internazionale per il nuovo direttore generale di Pompei che dal bando alla nomina permetterà per diversi mesi ancora al professore Osanna di mantenere ad interim anche la carica di direttore generale del Parco archeologico.

Da Bray a Franceschini passando per Bonisoli: i ministri “scelgono” Osanna

Dal 2014, quando fu chiamato da Massimo Bray ad assolvere il ruolo gravoso di Soprintendente di una Pompei ferita nonché mediaticamente  distrutta dal crollo della Schola armaturarum quattro anni prima, con la missione quasi impossibile di rimettere in sesto un sito di importanza mondiale, passando per il primo mandato di Dario Franceschini a capo del Ministero dei Beni culturali che ne elogiò fin da subito le gesta anche con le sue innumerevoli visite ufficiali a Pompei; conquistando nella breve parentesi del Governo giallo – verde il ministro pentastellato Alberto Bonisoli con le scoperte entusiasmanti della Regio V e con quella di un graffito che riportò alla ribalta la questione aperta della data dell’eruzione, finisce a gennaio 2019 il suo primo mandato proprio davanti alla Schola armaturarum riaperta e restaurata, come simbolo di un cerchio perfetto che si chiudeva.

Solo a maggio dell’anno scorso, dopo aver partecipato alle selezioni internazionali, si riconferma alla guida del Parco, incarico che avrebbe dovuto avere la durata di tre anni.

Franceschini, invece, non solo ne tesse le lodi nell’ultima visita agli scavi, ma lo sceglie per un incarico di rilevanza ancora maggiore con lo scopo di dare un volto nuovo ai musei italiani, probabilmente con la speranza che si replichi il “miracolo” di Pompei anche per altri istituti museali.

Una scelta che il mondo dell’archeologia appoggia a metà

Il mondo dell’archeologia si divide tra suoi estimatori e chi se ne dissocia.

Che Massimo Osanna resti nella storia di Pompei fra gli scopritori di una parte della città romana, la cosiddetta Regio V, o per gli scavi nel fondo Iozzino o anche per gli scavi in corso nell’area di Civita Giuliana è fuori da ogni dubbio, come lo è che il suo modo di comunicare, definito da alcuni “spettacolare”, ha pur sempre attirato curiosi da ogni dove, amanti e non dell’archeologia, desiderosi di visitare nuove domus riaperte dopo anni di chiusura o di seguire il suo profilo Instagram per sbirciare novità che spesso anticipavano comunicati stampa ufficiali.

Una parte di studiosi storce il naso davanti a una archeologia che grazie a lui è diventata “pop” nel senso letterale del termine. Quella che per anni è stata una scienza appannaggio di pochi, finisce con lui addirittura in un libro, anche questo ad un prezzo popolare affinché potesse raggiungere un pubblico più ampio e non solo di addetti ai lavori.

Quale ora il futuro di Pompei? Quale quello dei siti “minori” del Parco archeologico?

Una nomina che segna un cambiamento per Pompei e per i Beni culturali

In calendario erano previsti nuovi scavi ad Oplonti e alle ville di Stabia.

Proseguono intanto i restauri a Civita Giuliana e la manutenzione programmata. Ma mentre continua anche l’allestimento del nuovo ufficio di Massimo Osanna a Pompei, non riusciamo a immaginare chi si candiderà alla prestigiosa quanto onerosa carica da direttore generale del Parco.

L’unica certezza è che questa nuova nomina traccia una linea che marca un nuovo cambiamento sia per Pompei che per i Beni culturali italiani.

Susy Martire

Foto copertina di Carlo Hermann

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 6 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 6 Luglio 2020

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