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NUOVI EROI

Pascale e Cotugno: le eccellenze che brillano nell’emergenza coronavirus

Campania | 13 Marzo 2020

Diceva Luciano De Crescenzo che in questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche, Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere.

Angeli e Demoni ci sono sempre stati, ma mentre i secondi ottengono le prime pagine dei giornali, non sempre accade lo stesso per chi lavora, spesso in silenzio, senza sosta in una sanità che procede con il freno tirato. Le notizie dell’assalto alle autoambulanze e della devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini sono state diffuse ovunque, quelle dei casi di buona sanità molto meno. La recente notizia di Paolo Ascierto, direttore all’istituto partenopeo Pascale del dipartimento Oncologia Clinica Sperimentale Melanoma Immunoterapia e Terapie Innovative, relativa all’utilizzo di un farmaco utilizzato contro l’artrite reumatoide per evitare il ricovero dei pazienti affetti dal coronavirus in terapia intensiva, è uno splendido risultato ottenuto dal personale medico campano.

In genere si pensa alla sanità del Mezzogiorno come a qualcosa di inefficiente e disorganizzato. In parte c’è del vero, ma non sempre è così. I centri di eccellenza esistono e funzionano molto bene come possono testimoniare moltissimi degenti curati e guariti nonostante queste eccellenze della ricerca medica napoletana e meridionale, opera in  regime di sperequazione tra Nord e Sud del paese. Basta ascoltare le varie interviste  gli operatori della sanità in questi giorni, non si definiscono eroi ma delle persone normali che lottano in prima linea. Difatti non è il coronavirus che fa paura ma la mancanza di posti in terapia intensiva, specialmente nei nosocomi del Sud del nostro Paese

 

Prime notizie buone dal Pascale-Cotugno

La prima buona notizia di questi ultimi tragici e duri giorni fra quarantena, limitiazioni degli spostamenti e ansia per i propri cari arriva proprio da Napoli, da quel polo di eccellenza della ricerca  che sono il Pascale-Cotugno dove grazie ad una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale, due pazienti affetti da polmonite severa Covid 19 e ricoverati all’ospedale Cotugno, sono stati trattati con Tocilizumab, un farmaco che viene solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide ed è farmaco di elezione nel trattamento della sindrome da rilascio citochimica dopo trattamento con le cellule CAR-T.

I medici del Cotugno-Pascale hanno intuito il potenziale del farmaco

La prima cosa da fare quando un’emergenza sanitaria già scoppiata altrove colpisce una comunità è consultare i medici che la stessa emergenza l’hanno già affrontata ed  è quello che, una volta cresciuta l’emergenza anche in Campania, hanno fatto opportunamente e immediatamente i medici napoletani della task force Cotugno-Pascale che hanno intuito il potenziale dei farmaci anti-interleuchina 6 nella lotta alle complicanze respiratorie nei malati di Covid-19.

l’interleuchina 6 è  la proteina che è il principale vettore dell’infiammazione polmonare prodotta dal virus di origine cinese e i medici napoletani hanno scoperto che quella categoria di farmaci hanno la funzione di neutralizzazione di questa proteina. A questo punto  i ricercatori partenopei hanno contattato i colleghi del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China, stabilendo un vero e proprio ponte della ricerca tra Napoli e la Cina, grazie al quale si è potuto comprendere quali medicinali i medici cinesi avevano somministrato ai loro malati. In particolare, 20 pazienti su 21 trattati con il Tocilizumab, un farmaco anti-artrite appartenente proprio agli anti-interleuchina 6, avevano mostrato un miglioramento veloce delle condizioni.

Esportare il modello napoletano

“Noi stiamo creando un gruppo di collaborazione in tutta Italia, di chi vuole. Siamo a disposizione e abbiamo messo a disposizione di tutti la nostra esperienza, il protocollo di somministrazione del famaco, il dosaggio e lo facciamo di buon grado”.

“Bisogna mirare a una validazione dell’uso di questo farmaco e degli effetti positivi nella gestione di questi pazienti – ha aggiunto Gerardo Botti – perché avere la possibilità di controllare la fase acuta della polmonite significa ridurre il peso di tutta la gestione dei pazienti affetti da coronavirus perché abbiamo una riduzione dell’ospedalità e dei posti e delle macchine della terapia intensiva che aiutano questi pazienti a respirare e che hanno creato una situazione drammatica nelle regioni del nord che sono state colpite all’inizio di questa epidemia”.

La validazione però seppur velocemente procede per step: Il primo passo impone un rapido protocollo di sperimentazione affinché il farmaco, dopo che l’Aifa avrà accertato gli effetti benefici sui pazienti trattati, possa poi essere utilizzato su tutte le persone affette da Coronavirus.

Napoli punta di diamante nel mondo, ancora una volta

I risultati del farmaco anti-artrite sperimentato, per la prima volta in Italia, qui, a Napoli, continuano ad incoraggiare giorno per giorno e a produrre miglioramenti significativi nei pazienti gravi. Non abbiamo le strutture, ci tagliate l’impossibile alla sanità, ma continuiamo ad eccellere.

Splendi, Napoli. Che sei una regina. Ancora una volta.

Aniello Napolano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 13 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Marzo 2020

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