giovedì 13 maggio 2021
Logo Identità Insorgenti

NUTELLA ADDIO

Cioca, Sodano, Noccioro: le creme spalmabili “Made in Sud”

Agroalimentare, Identità, Imprese, Made in Sud | 21 Gennaio 2015

10888572_840363082671651_3780054182357015042_n

Le nocciole sono una delle eccellenze più rinomate ed antiche della nostra terra, al punto che il nome scientifico del nocciolo è Corylus Avellana, da Avella, il comune dell’avellinese rinomato per tale coltivazione. Al punto che ancora oggi in Austria i wafer alla nocciola sono chiamati semplicemente Neapolitaner, in virtù del Neapolitaner-Waffel, realizzato nel 1898 da Josef Manner, con crema di nocciola proveniente da Napoli, o per l’appunto da Avellino.
Eppure ogni qualvolta, anche su questa pagina, si sfiora soltanto il “sacro totem” della Nutella, che proprio ad Avellino ha uno dei suoi stabilimenti, immancabili arrivano le obiezioni con classico taglio da colonizzato mentale, tra cui la principale secondo cui la Ferrero in fondo da’ lavoro a tanta gente. Come se fosse normale che una terra, che in termini di tradizione dolciaria e pasticciera non ha nulla da invidiare a nessuno, debba dipendere dall’altrui “benevolenza” imprenditoriale. Come se fosse inconcepibile che siano i nostri imprenditori a valorizzare una tale eccellenza.

A parte la già nota Cioca, prodotta da Alba Dolciaria, con stabilimento e sede legale a Saviano, in provincia di Napoli, Sergio Melucci ci ha segnalato l’Azienda Agricola Francesco Sodano, con sede ad Avella. L’azienda è specializzata in raccolta, confezionamento e distribuzione di prodotti tipici irpini: presente sul mercato da oltre cinquant’anni, il suo punto di forza è la conservazione del metodo artigianale sia durante la fase di raccolta che di lavorazione del prodotto. L’azienda fa inoltre parte dell’associazione “Città della Nocciola“, nata a Giffoni nel 2004, e di cui fanno parte le comunità dedite alla coltivazione, alla lavorazione o alla commercializzazione di nocciole con denominazione di origine.

10929204_10203605848567372_4568539820774237354_n - Copia

Alessandra Rusciano ci segnala invece “Noccioro“, crema spalmabile dell’Azienda Agricola Maietta Raffaele, con sede anch’essa ad Avella, che si occupa della produzione artigianale di nocciole sgusciate, granella, farina e pasta di nocciole, nonché per l’appunto di crema spalmabile alla nocciola. Azienda a conduzione familiare, fonda la sua qualità proponendo la  cosiddetta “Nocciola a filiera corta”: lavorazione e produzione hanno luogo all’interno dell’azienda in cui si effettua la raccolta, grazie ad un impianto di sgusciatura ed un laboratorio di trasformazione.

In seguito alla pubblicazione di tale articolo, siamo felici di rilanciare segnalazioni di altri prodotti, inviateci in primis dalla pagina Prodotti con sede legale e stabilimento al sud, con la quale analoghe collaborazioni sono all’ordine del giorno: su tutte, ricordiamo quella sui panettoni meridionali. La pagina in questione ci ha segnalato la crema di nocciola tonda di Giffoni, prodotta dall’Azienda Agricola Rosa Nobile. di Sieti di Giffoni, Salerno. Situata nel Parco Regionale dei Monti Picentini, l’azienda è associata ad Accademia Segetum, dedita alla valorizzazione delle  nocciole tonda di Giffoni: i suoi terreni sono iscritti all’albo  del  disciplinare di produzione  della nocciola di Giffoni I.G.P.
Dalla pagina di cui sopra riprendiamo inoltre la Crema Nocciola Murano, prodotta dalla Murano Dolcezze di Giungano, nel Parco Nazionale del Cilento, e la crema di nocciole Le Cuspidi, azienda di San Leone, in provincia di Agrigento, dedita alla lavorazione di alcuni prodotti tipici del territorio siciliano. Come non citare in tale elenco le creme spalmabili di Gay-Odin, storica azienda napoletana, che produce dalla fine del 1800 cioccolata artigianale di qualità: su tutte, ricordiamo Ghiandella, Nocciutella e Godinella.
Carlo Fierro infine ci fa conoscere la crema spalmabile alla castagna della ditta Castagne Perrotta di Montella: specializzata nella preparazione di prodotti a base di castagne, l’azienda ha il suo punto di forza in un antico metodo locale di lavorazione, ovvero l’essicazione a legna sui caratteristici “gratali”.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 21 Gennaio 2015 e modificato l'ultima volta il 4 Gennaio 2016

Articoli correlati

Agroalimentare | 27 Aprile 2021

Decreto aperture: il “si salvi chi può” della ristorazione napoletana

Agroalimentare | 6 Aprile 2021

“Carbonara day”: per qualcuno il tipico piatto romano è nato a Napoli

Agroalimentare | 1 Aprile 2021

Food Tour pasquale: viaggio tra i ristoranti che resistono