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OCCUPAZIONE A NAPOLI

Dema novello conte mascetti, con supercazzola social

Lavoro, NapoliCapitale, Politica | 24 Luglio 2018

Per definire il nulla occorrono molte parole

(poeta rumeno)

Lettori cari, mea culpa.

Mea grandissima culpa, sono grande fan dei profili social del sindaco Luigi De Magistris.

So che sarà dura da digerire  ma con quei suoi post a mò di “supercazzola” di Mascettina memoria, cosi  sopra le righe, a volte romantico, a volte “masaniellistico” con le  sue esternazioni social il sindaco di Napoli ha conquistato il mio cuore.  Post sferzanti e cannonate digitali verso i suoi nemici, anzi nemici della città di Napoli, come Renzi, la Juve, De luca, Cruciani hanno ogni volta colpito il mio cuore come frecce scoccate da un cupido in bandana arancione.

Ma neanche l’amore più forte può rendere cieco davanti all’ennesima supercazzola presa dal suo profilo facebook:

In questi mesi abbiamo analizzato e sviluppato dati oggettivi sull’economia reale e sul lavoro legati alla crescita di Napoli di questi anni. I risultati sono senza precedenti in termini di economia orizzontale e di posti di lavoro che abbiamo creato. Stiamo lavorando per migliorare e consolidare questi successi. Stiamo predisponendo strumenti innovativi per evitare la gentrificazione del cuore della nostra città e per rafforzare il l’identità napoletana. Stiamo lavorando in queste settimane perché il Governo ci dia gli strumenti che ci spettano per innalzare il livello dei servizi della nostra città e per migliorare, quindi, la qualità della vita. Sono certo che continuando nella direzione che ci siamo conquistati con competenza, coraggio e passione la nostra città potrà consolidare la sua potenza e creare ancora tantissima occupazione. Abbiamo bisogno di tutte le persone di buona volontà per rimuovere ostacoli e far vivere sempre di più la nostra Terra facendola divenire sempre di più un luogo in cui restare e venire a vivere. Grazie a tutte e tutti per quello che fate e farete per la nostra amata Napoli.

 

Sono esattamente 178 parole e 1123 caratteri, spazi inclusi.

178 parole in cui si può ammirare ciò che gli scienziati  studiano da tempo, il vuoto cosmico.

Anzi peggio dato che in questa supercazzola con scappellamento a sinistra (mai a destra, altro acerrimo nemico del sindaco) ci sono alcune cose che non tornano o sono quantomeno errate, come questa:

In questi mesi abbiamo analizzato e sviluppato dati oggettivi sull’economia reale e sul lavoro legati alla crescita di Napoli di questi anni. I risultati sono senza precedenti in termini di economia orizzontale e di posti di lavoro che abbiamo creato. Stiamo lavorando per migliorare e consolidare questi successi.

Come sempre non ci è dato sapere quali dati, nè tantomeno le fonti di questi dati. Però mi salta all’occhio un articolo del corriere del mezzogiorno del 14/3/2018 (non secoli fa) che i dati istat invece li cita (qui )

 Numeri  confermano una Campania e soprattutto una città di Napoli in sofferenza. Il capoluogo partenopeo, infatti, con un +3,9%, risulta — fra i 13 grandi comuni della Penisola — quello dove il tasso di disoccupazione aumenta maggiormente rispetto al 2016.

 Raffinando ancor più l’analisi, rispetto al 2016 il tasso di disoccupazione si riduce in quasi tutte le aree del Sud, specie in Calabria (-1,6 punti), con l’eccezione — precisa l’istituto centrale di statistica — di Molise e Campania. Dove la percentuale dei senzalavoro è cresciuta rispettivamente dell’1,8 e dello 0,6%. Nella nostra regione, peraltro, la crescita dei disoccupati riguarda sia la componente maschile che quella femminile.

Nei grandi comuni — tredici a livello nazionale — l’Istat segnala per il 2017 tassi di disoccupazione in calo in molte realtà. Nel Sud, a Palermo e Bari (-3,8 e -2,1 punti); nel Centronord, a Torino (-1,5) , Genova (-2), Venezia (-1), Bologna (-0,4), Firenze (-0,1) e Roma (-0,1).

Ma è a Napoli che la crescita della disoccupazione assume contorni da record: +3,9% in un anno (dal 26,6 al 30,5%, per l’esattezza). Il che, in termini assoluti, significa 24 mila persone in più alla disperata caccia di un impiego. I senzalavoro, in città, sono 113 mila. Nel 2007, dieci anni or sono, i disoccupati censiti dall’Istat erano 34 mila (l’11% della popolazione attiva): ossia ben 79 mila in meno di oggi.

Caro sindaco, cui prodest?

A chi giova citare dati evidentemente errati? Forse alla sua perenne campagna elettorale, alla ricerca di qualche nemico o alla creazione di uno storytelling di una Napoli in ripresa contro tutti e tutto, comprese le piaghe bibliche.

Sicuramente non alla Napoli che tanto difende e ama, quantomeno a livello social.

Non abbiamo bisogno di supercazzole.

Aniello Napolano

Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 24 Luglio 2018 e modificato l'ultima volta il 28 Luglio 2018

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