sabato 8 maggio 2021
Logo Identità Insorgenti

OFFICINE TARANTINE

I ragazzi di Taranto resistono contro lo sgombero per un futuro migliore

Altri Sud, Ambiente, Attualità, Battaglie | 20 Ottobre 2015

12115431_929452570481361_4748370661334633638_n

Pubblichiamo il comunicato stampa di Officine Tarantine e Ammazza che Piazza, ai quali va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, in merito alla legittimità degli spazi sociali, scenari di tante meritevoli iniziative e che le istituzioni a Taranto vogliono sgomberare.


Chi è legale e chi illegale?
Sabato 24 Ottobre in piazza per la legittimità degli spazi sociali.

Martedì 3 Novembre 2015 inizierà il processo che vede coinvolti 37 concittadini che hanno difeso pubblicamente l’esperienza delle Officine Tarantine.

Il 12 Febbraio del 2014 le istituzioni di questa città provavano a mettere fine all’esperienza di liberazione, auto recupero e costruzione di alternativa al ricatto occupazionale tarantino, che tantissimi giovani portavano avanti da mesi all’interno degli ex Baraccamenti Cattolica, luogo prima abbandonato da decenni dal demanio militare e ora spazio pieno di vita, partecipazione attiva e socialità.

Camionette e agenti antisommossa da un lato, laboratori di sartoria, panificazione, ciclofficina, falegnameria, aule studio, sale prova, palestra popolare dall’altro, insieme alla solidarietà di qualche centinaio di persone, pronte fortunatamente a far pressione affinché non fosse realizzata una ingiustizia verso un’esperienza piena di militanza e protagonismo civico.

Per l’ennesima volta in questa città, il diritto ad avere spazi di socialità e aggregazione svincolati dal dominio del profitto viene trattato come un problema di ordine pubblico da affrontare con la forza. Conseguenza di tale atteggiamento è voler far tornare l’abbandono o come rivelano le ultime indiscrezioni, fare di quella zona un ennesimo parcheggio di cui proprio non c’è bisogno.

È davvero paradossale come, in una città devastata a livello culturale, ambientale e sociale, proprio chi prova a costruire un’altra città possibile e solidale venga strategicamente perseguito immediatamente, mentre chi l’ha portata al degrado dei nostri giorni, inquinandola e saccheggiandola, continua ad agire impunito ed a determinare il futuro di questo territorio.

Un approccio già utilizzato per impedire forme di dissenso e materiale costruzione di alternativa dimostrato in altre occasioni tanto simboliche quanto paradossali: vedi i cittadini accusati nel processo Italcave per aver bloccato camion non a norma e pieni di materiale inquinante rilasciato per strada, o alcune decine di manifestanti, tra le migliaia scesi in strada per chiedere verità e giustizia il giorno dell’incidente probatorio del processo Ilva, accusati di manifestazione non autorizzata .

Per questi e tanti altri motivi chiediamo pubblicamente chi e cosa è legale o illegale nella città di Taranto, se chi legittimamente prova a costruire una città diversa o chi legalmente produce degrado, disoccupazione, malattie e inquinamento.

Per confrontarci pubblicamente su questi temi e prendere parola collettivamente, invitiamo sabato 24 Ottobre la cittadinanza tutta dalle 18 in Piazza Immacolata, solidali e complici collettivamente con tutti coloro i quali provano a essere protagonisti di un destino diverso per la nostra città.”

Officine Tarantine

Ammazza che piazza
 

Un articolo di Eugenia Conti pubblicato il 20 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 20 Ottobre 2015

Articoli correlati

Altri Sud | 15 Aprile 2021

Che sta succedendo in Irlanda del Nord?

Altri Sud | 11 Marzo 2021

Congo, una guerra sottovalutata dietro la morte di Luca, Vittorio e Mustapha

Altri Sud | 19 Febbraio 2021

Su Al Jazeera le false promesse di De Magistris alla comunità musulmana di Napoli