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OMICIDIO CIRO ESPOSITO

Continuano le omissioni di De Santis: “Non parlerò con i giudici”

Attualità | 7 Ottobre 2014

gastone

Sembrava tutto pronto, finalmente, per ascoltare a “soli” 5 mesi dai fatti, la versione di Daniele De Santis sugli scontri avvenuti a Tor Di Quinto poco prima della finale di coppa italia tra Fiorentina e Napoli dello scorso maggio.

Invece niente: “Non sono pronto ad affrontare questo interrogatorio, non me la sento adesso” è quanto scritto e inviato via fax dal De Santis ai pm  Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio che si sarebbero dovuti recare presso la super struttura Belcolle di Viterbo, ove è ricoverato, per interrogarlo.

L’interrogatorio, previsto per il giorno 9, probabilmente non si terrà sebbene i pm siano ancora intenzionati a recarsi a Viterbo, ma, con queste premesse, è quasi certo che Gastone si avvarrà della facoltà di non rispondere, come fatto sin qui.

Ora sorge spontaneo un interrogativo: premesso che non conosciamo le reali condizioni fisiche del De Santis, pur volendo credere che esse siano gravi tanto da non consentirne il trasferimento in una struttura carceraria e da rendere ancora indispensabile, a 5 mesi dal ferimento, il ricovero ospedaliero, non capiamo però come sia possibile sostenere che lesioni(più o meno gravi) ad un arto inferiore o al torace possano rendere un soggetto (imputato non solo dell’omicidio di Ciro Esposito ma anche del duplice tentato omicidio di Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti) “incapace” di sostenere un interrogatorio, ovvero di sottoporsi a qualche domanda sui fatti che lo videro protagonista quel famoso 3 maggio a Roma.

Considerando anche i referti medici usciti di recente su presunte coltellate subite da Gastone prima(secondo il Racis e la difesa) di sparare contro i tifosi azzurri, e alla luce del fatto che di tali presunte coltellate non vi fosse traccia alcuna nel primo referto del Policlinico Gemelli di Roma, tutta la vicenda, a nostro avviso, assume contorni sempre più misteriosi.

Va ricordato anche che né il De Santis stesso, né i suoi difensori, a pochi giorni dal primo ricovero, fecero mai riferimento a suddette ferite da arma da taglio.

Ci chiediamo quindi come facciano a spuntare referti ad hoc nella speranza ,crediamo noi, di sostenere una clamorosa nonché improbabile legittima difesa da parte del De Santis; altresì ci chiediamo quali siano i reali motivi che ne avrebbero “costretto” il trasferimento presso una struttura di lusso- qual è l’ospedale Belcolle- o per quanto tempo ancora gli sarà risparmiato l’accesso al carcere, e, soprattutto, vorremmo sapere se l’attuale rifiuto di sottoporsi all’interrogatorio della Procura sia supportato e giustificato da ulteriori referti medici.

Certo è che, a 5 mesi da quanto accaduto e sebbene la facoltà di non rispondere sia un diritto per ogni imputato, ci pare piuttosto strano che ancora esistano dei reali impedimenti di carattere” fisico” che vietino al De Santis di farsi ascoltare dai pm.

Più che problemi inerenti la salute di Gastone, ci sembra lecito supporre che si tratti esclusivamente di una strategia difensiva volta ad “attendere” magari ulteriori “scoperte”, ulteriori referti o, da malpensanti quali siamo, qualche “garanzia” per un soggetto- è bene ricordalo- uscito già più volte indenne da diversi processi e imputazioni a suo carico, in alcuni casi addirittura in modo “miracoloso”.

Nell’attesa che ci arrivi qualche risposta in merito, auguriamo una pronta guarigione al De Santis, sperando che così possa al più presto manifestare la propria disponibilità ai pm e sottoporsi- e ne sarebbe davvero giunta l’ora- alle loro domande.

Fino ad allora, siamo certi che avrà riflettuto a dovere su quanto riferire, con tutto il tempo e tra tutti gli agi possibili.

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 7 Ottobre 2014

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