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OMICIDIO CIRO ESPOSITO

Per i pm di Roma De Santis sparò prima di essere ferito: smontate le tesi della difesa

Attualità | 13 Ottobre 2014

de santis

La verità piano piano emerge. A piccoli passi. Daniele De Santis, l’ultrà romanista accusato dell’omicidio di Ciro Esposito, avrebbe sparato ai napoletani che gli si avventavano contro prima di essere ferito.

A sostenerlo è la procura di Roma che nell’incidente probatorio ricostruisce così la dinamica, confutando la maxiperizia del Racis che collocava gli spari dopo l’aggressione.

La nuova ricostruzione parte dal rinvenimento di tracce ematiche sulla pistola sia di Alfonso Esposito, il terzo ferito con Ciro Esposito e Gennaro Fioretti, che dello stesso “Gastone” De Santis.

I pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, nel corso dell’incidente probatorio disposto dal gip Giacomo Ebner per fare luce sui tragici fatti del 3 maggio, hanno confutato le conclusioni del Racis secondo le quali gli spari ci furono dopo l’aggressione a De Santis, sostenendo che la presenza di sangue di Esposito sulla canna dell’arma fa ritenere che l’abbia afferrata quando era già stato ferito.

I pm sostengono poi che il sangue di De Santis, trovato sul calcio della pistola, sia fuoriuscito dalla sua fronte, probabilmente colpita con lo stesso calcio dell’arma.

Una ricostruzione, quella degli inquirenti, basata tra l’altro sul fatto che sui guanti di De Santis sono stati rintracciati ampi residui di polvere da sparo, ma non tracce di sangue. De Santis si sarebbe disfatto dei guanti dopo, sfilandoseli velocemente per lanciarli all’interno del Ciak Village. Un’ipotesi, questa, che il Racis ha invece escluso nella sua perizia.

Secondo i pm, inoltre, Daniele De Santis sparò i quattro colpi di pistola ad una distanza di circa un metro dai tifosi napoletani che volevano aggredirlo, ricostruzione questa legata invece alla presenza di tracce di polvere da sparo sui tre tifosi azzurri raggiunti dai proiettili.

Quanto alla chiazza di sangue di De Santis trovata sul luogo della sparatoria, che il Racis nella sua indagine ha collegato alle ferite da arma da taglio riscontrate sul romanista, l’esperto sentito dalle parti non ha escluso, incalzato dai pm, che possa essere riconducibile dalla profonda ferita riportata da Gastone a una gamba e che dunque non avrebbero a che fare col sangue fuoriuscito dai tagli ai glutei.

Proprio a proposito di questi tagli si è appreso che il secondo referto medico del Policlinico Gemelli parla di quattro tagli sul gluteo sinistro non suturati. La prossima udienza dell’incidente probatorio si terrà il 21 ottobre prossimo. In quella occasione il gip Giacomo Ebner dovrà pronunciarsi su un supplemento di perizia chiesto dai difensori dei napoletani feriti.

 Vedremo come andrà a finire. Mentre restano comunque le classiche domande inevase: chi ha coperto De Santis fino ad ora e perché. Ma anche chi erano i suoi complici. Interrogativi sui quali fino ad ora, a oltre cinque mesi da quel maledetto 3 maggio, non arrivata neanche una minima risposta.

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 21 Ottobre 2014

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