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L’ONORIFICENZA

Kalidou Koulibaly cittadino di Napoli ad honorem

Sport | 29 Maggio 2019

Kalidou Koulibaly sarà cittadino onorario di Napoli. Il Consiglio Comunale partenopeo ha accolto la proposta dei consiglieri Laura Bismuto e Nino Simeone, avanzata in seguito ai cori razzisti contro il giocatore azzurro durante la partita Inter-Napoli giocata a San Siro lo scorso 26 dicembre 2018.

Il provvedimento, come spiegato dagli stessi proponenti, porta con sé una fortissima valenza simbolica, in grado com’è di porre in risalto la matrice antirazzista, multietnica e multiculturale che, da sempre, anima la città di Napoli e ne orienta scelte e iniziative di carattere sociale e civile.

Caratteristiche e ingredienti che lo stesso Koulibaly ha più volte dimostrato di possedere e di saper incarnare sia sul piano calcistico, sia soprattutto su quello umano. Dall’estate del 2014, anno del suo arrivo a Napoli dal campionato belga, Kalidou è stato più volte bersaglio della becera ignoranza partorita dalle platee calcistiche italiane.

Oltre alla tristemente nota serata di Milano, due su tutti gli episodi. A Roma, nel febbraio 2016, l’arbitro Irrati sospese per diversi minuti il match tra Lazio e Napoli per gli ululati razzisti rivolti dalla curva laziale al difensore senegalese. Lo scorso 29 settembre 2018, poco meno di due mesi prima della vergognosa serata di San Siro, fu invece lo “Juventus Stadium” di Torino a prendere di mira Koulibaly per il colore della sua pelle.

Circostanze, quella di Milano e le due sopra citate, in cui il centrale azzurro – già ambasciatore UEFA nell’ambito delle iniziative di contrasto al razzismo negli stadi – è sempre riuscito a far trapelare messaggi distensivi, di riflessione e di grande esempio per l’intera comunità sportiva. E non solo.

Da ultimo, quello pubblicato sui propri profili social proprio all’indomani della gara con l’Inter:

“Siamo  tutti uguali, me lo hanno insegnato da piccolo. Purtroppo questa è una lotta che va avanti da tempo. Non mi fa piacere esserne testimonial, perché dovrebbe essere chiaro a tutti che non ci sono differenze tra le persone. Ne parlammo in una scuola a Milano un anno fa: è questa la strada giusta. Questi valori vanno insegnati ai bambini. Mio figlio già lo sa e non ne ha bisogno, ma è sempre difficile spiegare a un bambino cos’è il razzismo. Quando lo porto a scuola mi viene da sorridere, è bella l’accoglienza che mio figlio riceve dagli altri bambini. Per loro è normale essere tutti uguali”.

Kalidou Koulibaly: quando lo spessore dell’uomo riesce addirittura a superare lo straordinario talento del calciatore.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 29 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Maggio 2019

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