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Oplonti e la buffer zone: l’intervista a Gabriel Zuchtriegel

Beni Culturali | 3 Maggio 2021

Riaprono finalmente anche i siti periferici del Parco archeologico di Pompei e a testimoniare l’importanza che la nuova direzione intende dargli, c’è la presenza di Gabriel Zuchtrieghel, neo direttore, ad inaugurare l’apertura della villa A di Oplonti.

Ne approfittiamo per fargli qualche domanda in merito alla buffer zone e alla sua nuova esperienza lavorativa.

L’importanza dei siti “minori”

L’8 aprile scorso il suo insediamento ufficiale e da allora ha dovuto faticare molto per stare al passo dei “lavori in corso” a Pompei ma anche per conoscere e dare il via a quella parte del progetto di riqualificazione e valorizzazione della cosiddetta “buffer zone”, letteralmente “zona cuscinetto” che è l’area vesuviana e che spesso ha viaggiato a una velocità diversa della più famosa Pompei.

La potenzialità di Oplontis

Ora sembra arrivato il suo tempo di conoscenza e promozione, e capofila della svolta sarà l’antica Oplonti a Torre Annunziata: “Oplontis ha una potenzialità enorme sia per l’archeologia, l’ampliamento degli scavi, che le possibilità di trasformare lo Spolettificio in un polo culturale insieme ad altri enti, al Comune innanzitutto, per trasformare anche un po’ tutto il contesto urbano, dare opportunità al settore dei beni culturali, a ragazzi, bambini, famiglie che vogliamo accogliere in questi spazi per laboratori e attività, creare un museo lì, spazi per mostre temporanee, depositi visitabili, ampliare anche lo scavo grazie alla collaborazione col Comune. Oplontis sarà una priorità nei prossimi anni. Confermiamo investimenti già fatti in passato dal parco archeologico e andiamo avanti insieme al territorio e al Ministero che ci sostiene in questa impresa” – dice entusiasta  Gabriel Zuchtrieghel.

Lo scavo

Si parla di uno scavo, di un nuovo accesso dal lato anteriore della villa e della possibilità in un prossimo futuro di rendere fruibile anche la villa B con caratteristiche del tutto diverse dalla sontuosa villa di otium aperta al pubblico appartenuta ai Poppeii: “Parte di questa attività di riconnessione tra i vari complessi sarà anche lo scavo, ovviamente sempre come anche a Pompei negli anni scorsi nell’ottica di tutela e di conservazione. Lo scavo non come finalità a se stesso ma inserito in un master plan, in un piano dell’accessibilità, della fruizione e della conservazione di quello che viene portato alla luce.”.

La buffer zone: siti e comuni, un territorio da scoprire

La definizione di siti “minori” per Zuchtrieghel è quasi dispregiativa e preferisce chiamare Oplontis, Stabiae, Boscoreale, siti periferici che raccontano un intero territorio e la sua produttività: “A me non piace parlare di siti minori perché fanno parte a tutti gli effetti del sistema Pompei, non solo turisticamente come  fruizione ma come città antica facevano parte di un paesaggio, di un territorio. La produzione agricola che vediamo poi anche nelle case di Pompei, la ricchezza delle ville e delle domus di Pompei è anche espressione di un’economia del territorio che era connesso con tutto il Mediterraneo come fanno intuire reperti che vengono dalla città, dal territorio. Noi vogliamo raccontare questo paesaggio mediterraneo ai visitatori ma dall’altro lato dobbiamo lavorare ancora con gli enti locali sui servizi, i collegamenti, l’idea di creare una passeggiata archeologica che connette vari siti: Pompei, Boscoreale anche Oplontis, Sarebbe bello lavorare poi sui servizi di informazione, di segnaletica, il digitale. Oggi si può fare tantissimo. Quindi raccontare a tutti coloro che vengono a Pompei che Pompei fa parte di un territorio dove c’è tantissimo da scoprire”.

La partecipazione essenziale degli abitanti del territorio

Il coinvolgimento di chi abita questo ricchissimo territorio appare a questo punto indispensabile e Zuchtriegel sembra essere d’accordo con noi: “Molto importante il coinvolgimento del territorio. È stato redatto il piano strategico della buffer zone e adesso si tratta di dare concretezza a questo piano e di portarlo avanti e anche questa è una priorità. Ci sono interventi previsti materiali (lavori, tutela, valorizzazione), ma anche interventi immateriali come poter far sentire il territorio parte di un progetto, parte del parco archeologico di Pompei a tutti gli effetti e comunicare, trasmettere questo messaggio di un patrimonio di tutti e che tutti possono in un modo o nell’altro partecipare”. Anche il rapporto tra la Pompei antica e quella moderna, spesso inesistente, per il legame storico che esiste bisogna che venga coltivato e fatto riemergere.

Zuchtriegel: un territorio in cui c’è entusiasmo e voglia di fare

Gli chiediamo infine del suo insediamento a Pompei e se intende trasferirsi dal Cilento, che ha scelto qualche anno fa come residenza, di nuovo a Napoli o in provincia: “Mi sono appena insediato e cerco di conoscere tutti gli attori del territorio che trovo eccezionale. Lo conoscevo già in parte e vedo grande voglia di fare, entusiasmo e questo è positivo”. Comprendiamo l’indecisione di dover scegliere luoghi in cui vivere della nostra bella regione.

Il rapporto con i social e il digitale

Prima di chiudere la nostra intervista non possiamo fare a meno di parlare del suo rapporto con i social. Qualcuno probabilmente non se lo ricorda, ma qualche anno fa Gabriel Zuchtrieghel fece la scelta di chiudere il suo seguitissimo profilo facebook a causa dell’uso improprio di una diretta di un attentatore. Ora gli chiediamo se utilizzerà social personali così come ha fatto il suo predecessore che spesso lanciava scoop dal suo profilo Instagram o se invece lascerà ai social del Parco archeologico di Pompei la divulgazione di eventuali aperture e scoperte: “Il digitale è molto importante, così come la comunicazione, finché è uno strumento che aiuta a far incontrare le persone, far viaggiare, conoscere i luoghi, è assolutamente positivo e lo utilizziamo anche come parco. Dipende dall’uso che uno fa dei social. Come con tutte le cose fare un uso consapevole di questo strumento può aiutare molto. Ha aiutato molto nella fase della pandemia per rimanere in contatto con il pubblico con un riscontro positivo e in quest’ottica affronteremo la cosa anche qua”.

Susy Martire

 

 

 

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 3 Maggio 2021 e modificato l'ultima volta il 30 Maggio 2021
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