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ORO BIANCO CAMPANO

Nuovo attacco alla mozzarella: un emendamento consente di produrla ovunque

DueSicilieOggi, Economia, Italia | 28 Gennaio 2014

mozzarella bufala

Per portare alla luce un piano di “spoliazione coloniale” di una risorsa economica del sud è sufficiente mettere in riga poche semplici notizie: e questo è banalmente quanto sta accadendo al settore della mozzarella di bufala campana DOP.

Già tempo fa denunciammo la norma, voluta dall’ex ministro leghista Luca Zaia, che obbligava i produttori della mozzarella di bufala campana Dop a dotarsi di un ulteriore e specifico stabilimento dedicato esclusivamente alla produzione dell’«oro bianco» Dop: una norma che “rischia di distruggere l’intero comparto e di avvantaggiare le multinazionali che producono formaggi freschi di qualità inferiore e le industrie della grande distribuzione”, come affermato da Antonio Lucisano, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Così come apparentemente incomprensibile risulta la decisione del Governo, presa poche settimane orsono, di non abrogare ma di limitarsi a prorogarne l’entrata in vigore, ignorando del tutto la proposta del Consorzio di introdurre una norma che superi la legge 205, obbligando i produttori ad acquistare solo latte di bufala dop, così come già avviene per il Parmigiano Reggiano.

E’ di queste ore infatti la notizia che ormai la mozzarella di bufala campana Dop e tutti i i sottoprodotti o derivati della stessa materia prima, inclusa la ricotta, potranno essere realizzati solo in “stabilimenti esclusivamente dedicati a tali produzioni”: l’unico dubbio riguarda la decorrenza, se sarà a partire dal primo gennaio 2015, come sancito in un primo momento dal «decreto milleproroghe», o se verrà anticipata al luglio 2014, come stabilito dall’emendamento approvato qualche giorno fa dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.

Ma ciò che apparentemente può risultare incomprensibile diventa chiaro se associato a pochi altri semplici elementi: in primo luogo riflettete sul fatto che la dicitura “Mozzarella di Bufala Campana DOP” consente ad aziende di altre parti del paese di produrre e legalmente sotto il nome di mozzarella un formaggio che in realtà ha ben poco a che fare con il nostro prodotto di eccellenza. E’come se il Parmigiano Reggiano andasse indicato come “Parmigiano Reggiano di mucca Emiliana DOP”, così che ad esempio a Napoli fosse possibile produrre legalmente un proprio parmigiano napoletano.

A ciò aggiungete la notizia di inizio mese relativa alla fusione tra Galbani e Sorrento Cheese Company che lancerà sul mercato USA due “nuovi prodotti”, ovvero mozzarella e ricotta, ed ecco materializzarsi un esempio concreto e immediato del timore paventato da Lucisano quando denuncia scelte che avvantaggiano multinazionali e grande distribuzione affossando “per legge” – altro che libera concorrenza – il nostro comparto caseario.

In tutto ciò dov’è la Regione? Dove i rappresentati del “territorio” dei vari esponenti dei cosiddetti partiti nazionali? Tacciono. Quando ci sarà un’ondata di disoccupazione in seguito all’applicazione di questa scelta, cosa verranno a raccontarci, che è colpa della solita endemica incapacità di intraprendere dei meridionali? E se riusciranno a strappare uno 0,1% di assistenzialismo sul 100 incassato dalle aziende del nord grazie a queste “politiche economiche”, pretenderanno pure di essere ringraziati? In questo paese dove “nazionale” è sinonimo di settentrionale, e di fronte a scelte che avvantaggiano l’industria del nord sulla pelle del sud, il silenzio è d’obbligo.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Gennaio 2014 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2014

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