domenica 25 agosto 2019
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ORO BIANCO SICURO

Noi lo dicevamo da mesi, ora lo dicono anche i tedeschi: la mozzarella campana è ottima

Ambiente, Economia, Identità | 14 Dicembre 2013

mozzarelle

 

Su queste pagine lo sosteniamo da mesi: la mozzarella di bufala campana dop è SICURA! Ora però lo dicono i test del laboratorio Tuv di Slegen in Germania che ha espresso parole chiarissime sull’assoluta assenza di elementi inquinanti nelle mozzarelle di bufala campana. Test superato a pieni voti, insomma, dal momento che tutti e venti i campioni di mozzarella di bufala campana Doc, analizzati nelle ultime tre settimane, dal laboratorio tedesco, rispettano i parametri di legge.

Le analisi erano tese a controllare la presenza di: metalli pesanti, diossina e brucellosi, all’interno dei latticini. E secondo Antonio Josè Via, portavoce del centro Tuv: «Il campione con valori di diossina più alti non è arrivato alla quinta parte dei limiti di legge».

La vicenda della cosiddetta ‘Terra dei fuochi in due mesi, ottobre e novembre, ha fatto scendere le vendite di mozzarella di Bufala campana dop del 30%, un calo stimato dal Consorzio di tutela in attesa dei dati ufficiali trimestrali a gennaio, per un danno che ha superato abbondantemente i 20 milioni di euro. “Il danno – aveva detto anche su queste pagine Antonio Lucisano, presidente del consorzio della mozzarella – ha rischiato di essere mortale per le Pmi associate, molto vulnerabili agli scossoni di mercato. Tante piccole imprese che fanno un colosso: siamo la Fiat della Campania con 15 mila addetti e un fatturato annuo che si attesta sui 500 milioni di euro».

Ora c’è da fare una campagna di comunicazione ad alti livelli per fare in modo che questo patrimonio alimentare, e l’indotto economico che compora, possa ritrovare il suo degno posto al centro delle tavole di tutta Italia.

E’stata ribattezzata “Operazione Trasparenza” ed è stata a tutti gli effetti un’operazione senza ombre che ha visto una positiva collaborazione tra il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop e 4 delle più importanti associazione a difesa dei diritti dei consumatori: Federconsumatori, Unione Nazionale dei Consumatori, CODICI e Adusbef.

Alla base un protocollo di intesa semplice e lineare: le associazioni avrebbero proceduto ad acquistare random i prodotti del Consorzio, quindi marchiati Dop, per poi inviarli in uno dei più accreditati laboratori di analisi in Europa, il TUV SUD GMBH di Siegen, in Germania. Questo per sottoporre le mozzarelle di bufala campana Dop a una serie di sofisticati test, allo scopo di verificarne la salubrità e, soprattutto, la completa assenza di sostanze inquinanti.

I recenti fatti relativi all’ormai famigerata Terra dei Fuochi hanno infatti, come è noto, creato una sorta di psicosi collettiva nei confronti dei prodotti campani, provocando un calo nelle vendite talmente rilevante da portare sull’orlo del collasso l’intero sistema agricolo della regione.

Tre settimane di intenso lavoro e, finalmente, il tanto atteso responso.
“Che è perfettamente in linea con le nostre aspettative – annuncia Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio – e con le migliaia di analisi alle quali sono sottoposte le nostre mozzarelle ogni anno da circa una decina di enti e autorità italiane. Il TUV ha confermato infatti che il nostro prodotto è sano e sicuro aldilà di ogni ragionevole dubbio”.

E un importante endorsement in tal senso è quello fornito dalle 4 associazioni a difesa dei diritti dei consumatori che hanno proceduto, in maniera perfettamente autonoma, all’acquisto e all’invio del prodotto presso il laboratorio tedesco e che hanno avuto modo di verificare, per prime, gli esiti delle analisi. Un lavoro capillare, condotto con serietà e competenza, nell’ottica della mission delle associazioni stesse.

“Ora chiediamo agli amici della stampa di dare il giusto rilievo alla notizia – ha concluso Lucisano – in quanto fondamentale per ripristinare un rapporto di fiducia con i consumatori che, travolti da una serie di informazioni spesso confuse e votate al sensazionalismo, hanno ridotto l’acquisto del nostro prodotto, con devastanti conseguenze per l’intero comparto. Il problema della Terra dei Fuochi rimane dolorosamente attuale ma non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio e occorre sottolineare come la stragrande maggioranza del comparto agroalimentare campano sia sana e, storicamente, votata a una grandissima qualità”.

Gabriella Martini

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Dicembre 2013 e modificato l'ultima volta il 21 Febbraio 2015

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