martedì 11 maggio 2021
Logo Identità Insorgenti

Palazzo Fuga, lettera al Sindaco: “Perduti otto anni. Volevamo farne il museo più grande del mondo”

Beni Culturali | 13 Aprile 2021

Nei giorni scorsi il sindaco di Napoli ha annunciato che 150 milioni del Recovery Fund saranno destinati a Palazzo Fuga. Quello che non è chiaro è quale sarà la destinazione del monumentale palazzo nel suo futuro. Questa la lettera al sindaco di Dario Lepore, presidente di Ram, che si dice convinto che la strada da percorrere sia quella di farne il museo più grande del mondo.

Una lettera aperta a Luigi De Magistris

“Caro Sindaco – scrive Lepore era il 2013 quando per la prima volta la contattai per un progetto importante, solo all’apparenza visionario: trasformare Palazzo Fuga nel Museo più grande del Mondo.
Lei sa che la mia proposta non nasce da uno stato di incoscienza, ma da una profonda conoscenza dei depositi dei musei napoletani, di un tesoro unico, il Tesoro di San Gennaro e di opere d’arte come i 1200 affreschi provenienti da Pompei, Stabiae e Ercolano mai esposti che costituirebbero la più importante Pinacoteca di arte romana mai realizzata. E poi, mosaici, reperti archeologici, dipinti, sculture ed atri minori di grande rilievo, triste storia fatta spesso di risorse occultate e negate alla pubblica fruizione, di tempo trascorso senza fare nulla e di occasioni perse”.

Dialogo aperto con i musei partenopei

Dal dialogo con i direttori dei Musei, continua la missiva, “come Paolo Iorio direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, del Museo Filangieri e del Museo Correale di Terranova, Paolo Giulierini direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da Sylvain Bellenger direttore del Museo di Capodimonte che ringrazio per la loro partecipazione al Comitato Scientifico di Ram, Rinascita artistica del Mezzogiorno, sono arrivate ulteriori conferme e la loro disponibilità.

Con RAM non ci siamo fermati all’apparenza con atti e richieste formali, ma abbiamo approfondito la fattibilità del progetto andando a trovare a Roma, all’ambasciata di Francia, Claudia Ferrazzi che ha ricoperto il ruolo di vice amministratore Generale del Museo del Louvre, contribuendo alla realizzazione della politica culturale di uno dei più importanti musei del mondo. Abbiamo approfondito questioni gestionali, economiche e di fattibilità con il professor Mario Raffa, docente di Ingegneria economico gestionale alla Federico II”.

In passato anche Bray e Franceschini si dissero favorevoli

“Il professor Massimo Bray, già Ministro dei Beni Culturali, contattò il Ministro dei Beni Culturali in carica allora come oggi, Dario Franceschini che si espresse con entusiastico parere favorevole- racconta ancora Lepore. “Da quel momento decidemmo formalmente di presentare il progetto alla citta di Napoli ed alla stampa. Il 17 maggio 2015 La invitammo all’Arenile di Bagnoli, Lei sarebbe dovuto intervenire con Carmine Piscopo all’epoca Assessore alle Politiche urbane, urbanistica e Beni comuni.

Purtroppo alla presenza del professor Massimo Bray, del professor Mario Raffa, di Road TV e degli organi stampa, declinaste immotivatamente l’invito”.

Le posizioni di Regione e Comune

Ma non solo. Secondo Lepore, “anche l’attuale Presidente della Regione Campania De Luca rilasciò il suo parere favorevole alla realizzazione del progetto presentandolo con massima disponibilità in campagna elettorale, ma dal Comune di Napoli proprietario del palazzo, nonostante i pareri favorevoli del Mibact, della Regione Campania e delle Istituzioni museali nessuna risposta.

Personalmente più volte mi sono presentato alle riunioni a Palazzo San Giacomo per ribadire a Lei, a Carmine Piscopo ed a Nino Daniele all’epoca Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli l’importanza e la fattibilità del progetto rendendovi disponibili i dati in nostro possesso, gli studi di fattibilità economica e le potenzialità di un Museo innovativo dotato al suo interno oltre agli spazi espositivi per le collezioni permanenti e mostre tematiche, anche di servizi come strutture ricettive, di accoglienza ed attività produttive artigianali dedicate dislocate per soddisfare ampiamente le esigenze dei turisti tali da impiegare oltre 2000 persone per la gestione degli spazi”.

Il collegamento con Capodimonte e Mann

“Un Museo collegato al Museo di Capodimonte ed al MANN, situato in posizione strategica con le principali arterie di comunicazione ed in grado di decuplicare i flussi turistici nella nostra città, attestandoci credibilmente a ospitare circa dieci milioni di visitatori all’anno e generando cultura, economia ed indotto. Più volte le chiesi di coordinarci con un tavolo permanente, ma voi avete sempre declinato i nostri ripetuti appelli”.

Le alternative prospettate dal Comune, poche e confuse

“Da allora – ricostruisce Lepore – avete prospettato le vostre alternative come; Palazzo Fuga deve tornare ad ospitare i poveri, deve diventare la cittadella dei giovani o deve divenire sede di organi istituzionali; attività improduttive ed aleatorie seppure apprezzabili che si sarebbero potute svolgere in altre sedi dato l’immenso patrimonio immobiliare non sfruttato dal Comune di Napoli. In ultima analisi prospettaste la vendita della struttura a Cassa depositi e prestiti per appianare il dissesto del Comune di Napoli”.

Otto anni di inattività che potevano essere gestiti diversamente

“Otto anni di inattività che potevano essere gestiti diversamente portando immensi benefici all’assetto turistico, culturale ed economico della nostra terra.
Come le comunicai allora come oggi potevamo attingere ai finanziamenti dell’Unione Europea perché realizzare a Napoli il Museo più grande del mondo è un’operazione di portata europea.

Di pochi giorni la notizia dello stanziamento di centocinquanta milioni del Recovery plan per Palazzo Fuga. I vostri obiettivi? Una cittadella per i giovani, funzioni formative, sociali e direzionali, espositive e museali, tutte attività improduttive che rappresenterebbero costi a bilancio senza esaltare il prioritario assetto museale”.

L’appello: subito un confronto con la collettività

“Il nostro appello? – aggiunge –  Allora come oggi siamo pronti al confronto e ci auguriamo che abbiate la sensibilità di cogliere l’attimo e di portare avanti l’unico progetto che piace alla collettività ed ai napoletani, non perdiamo l’opportunità unica di far nascere a Napoli il Museo più grande del mondo insediando nel suo interno in modo dispersivo attività aleatorie che non consentirebbero alla città di Napoli di essere autonoma in un progetto di portata europea.

Il progetto è su carta e siamo pronti a mettere a vostra disposizione consulenza, esperienza e programmazione per raggiungere il nostro obiettivo comune per la tutela e valorizzazione dei beni culturali. Napoli merita ben altro, Napoli merita la realizzazione della Galleria Universale di Palazzo Fuga, Napoli merita la realizzazione del Museo più grande del mondo”.

Dario Marco Lepore
Presidente di Ram, Rinascita Artistica del Mezzogiorno

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 13 Aprile 2021

Articoli correlati

Beni Culturali | 8 Maggio 2021

La Procura contro il Comune di Napoli: sequestrata Villa Ebe. “Rischio crollo”

Beni Culturali | 5 Maggio 2021

Porta San Gennaro, le prime immagini del dipinto di Mattia Preti restaurato

Beni Culturali | 3 Maggio 2021

Oplonti e la buffer zone: l’intervista a Gabriel Zuchtriegel