fbpx
domenica 25 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

PALAZZO VENEZIA

Valiante e Sorgente danno vita al Laboratorio di pittura “Etna”

Arte | 1 Ottobre 2020

IL 5 ottobre, in un laboratorio appena realizzato che prende il nome di Etna, inizieranno, presso l’associazione culturale ‘A mbasciata sita all’interno dello storico Palazzo Venezia, in Via Benedetto Croce 19, i corsi di pittura tenuti da due giovani e apprezzatissimi artisti, Vittorio Valiante e Ferdinando Sorgente, entrambi geniali artisti di strada con una formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Valiante è conosciuto come ritrattista sensibile: i suoi sguardi, realizzati sui marciapiedi di Via Toledo o Via Duomo, ma anche il ritratto della Tarantina che si può ammirare ai Quartieri Spagnoli, sembrano voler uscire dall’immagine per indagare nell’anima dello spettatore, sconvolgendo per il loro realismo; Sorgente si definisce artista di graffiti, ma questa definizione sminuisce il tratto delle sue creazioni, che pure denotano una personalità per nulla superficiale nel tratteggio e nella cura dei dettagli, anche se con un tratto diverso e meno delineato rispetto al Valiante. Due artisti completi, ma che hanno deciso di realizzare questo laboratorio per intraprendere loro stessi un nuovo cammino creativo, una fucina di idee che per questo prende il nome di ETNA, perché esplosivo e sconvolgente come essi sanno essere nelle loro realizzazioni.

Li abbiamo incontrati nella nuova sede ancora tutta da “inventare”, e ci siamo fatti raccontare i loro progetti e le aspettative che hanno portato alla scelta di unire il loro ingegno.

– Tanto per cominciare, raccontateci del vostro sodalizio.

Valiante: Ci siamo incontrati per la prima volta ad agosto: ci siamo confrontati dal punto di vista pittorico, e trovando alcuni punti di contatto, perché ognuno di noi aveva idee in mente che si sono dimostrate simili, è nata l’idea di unire la nostra voglia di fare, creando uno spazio che fosse anche un laboratorio dove tenere corsi, un workshop”.

Sorgente: “Ciò che volevamo unire principalmente erano le nostre energie, e non solo le nostre, ma quelle di chi, passando di qui, potesse trasmettere qualcosa”.

Valiante: “Il nostro intento è quello di canalizzare queste energie in questo luogo e in chiunque venga: da qui, la scelta del nome Etna, nel senso di fuoco ardente, prorompente, nel senso di fondere potenziali creando una fucina di idee”.

– Intanto, voi venite da esperienze diverse … 

Valiante: “Sì,anche se con idee e gusti abbastanza simili in merito a correnti pittoriche e artisti; non mancano le differenze di gusto, come nel caso di Raffaello, che piace a me ma non a Ferdinando, ma ad esempio su Rembrandt c’è una coincidenza di apprezzamento: quindi, scuole e percorsi di vita diversi, ma con un binario comune che è quello che ha fatto poi convergere le energie e che ci ha dato lo stimolo per realizzare il progetto che ci ha portato qui. In realtà, in precedenza avevamo uno spazio condiviso in tre, ma con questa terza persona non ci siamo poi trovati, e l’idea di riprendere tutto da capo non ci entusiasmava, mentre le nostre prospettive coincidevano e ci hanno concesso di proseguire insieme”.

Sorgente:  “Noi venivamo da percorsi differenti: io vengo prima dai graffiti, e successivamente sono arrivato ad una pittura più accademica; Vittorio, al contrario da una pittura più classica, e dopo ha iniziato a lavorare all’idea dell’area urbana. Però entrambi facciamo figurativo, ma proprio per il nostro vissuto rovesciato siamo complementari, come lo sono pittura e scultura, il rosso  il verde …

(Durante l’intervista, Sorgente appare irrequieto,come impaziente di realizzare qualcosa, e appronta tele e cavalletti; Valiante, di contro, se ne sta seduto, come in attesa di qualcosa)

– E se vi doveste paragonare a colori primari?

Sorgente: “Io decisamente il rosso”.

Valiante: “Io ora sono il blu”

Ora, Vittorio …?

Valiante: “Sì: io sono sempre stato rosso, ma in questo momento mi sento decisamente blu, che rappresenta lo stato d’animo della malinconia, dell’infinito, che peraltro dà un senso di malessere  … In realtà, in questo periodo sto vivendo un’insofferenza profonda, un rifiuto per ciò che ho affrontato finora, soprattutto gli sguardi: ciò che mi ha reso conosciuto, oggi è qualcosa che di certo non ripudio, ma rifiuto, non sento più mia; se oggi dovessi rappresentare degli occhi, li raffigurerei chiusi o puntati altrove, ma non che incontrano lo sguardo dell’osservatore. Ma è un discorso in divenire. E’ come se avessi smesso di badare all’estetica, per addentrarmi nella psicologia dei soggetti: e questo rispecchia il mio momento storico: in questo periodo ho bisogno di eviscerare, e per farlo, parlo con chiunque, soprattutto con Ferdinando, cosa che non ho mai fatto per trent’anni di vita. Ho bisogno di riscoprirmi. In questo momento non sento di avere alcunché da raccontare: l’unico lavoro lo avevo realizzato su una tela piccola, ma poi l’ho cancellato. Mi sento in una sorta di limbo, e questo da tre o quattro mesi. L’aver realizzato questo laboratorio è stato al tempo stesso uno stimolo e un aiuto a iniziare questo “viaggio verso l’ignoto”, e la presenza di Ferdinando è fondamentale, senza di lui non sarei mai riuscito a intraprendere questa ricerca. Io ero già stato qui a Palazzo Venezia per un laboratorio personale, e quando abbiamo deciso di realizzare un progetto insieme, gli ho proposto ‘A mbasciata, e così eccoci qui”.

– Invece, a contrario di te, vedo che Ferdinando è attivo e dinamico …

Valiante: ” Sì, e la sua energia mi aiuta e mi stimola. Ad esempio, la prima cosa che abbiamo realizzato insieme è stata questa immagina di bambina (mostra due tele affiancate, n.d.r.), due risultati opposti tra loro, come opposte erano le tavolozze e i relativi colori che abbiamo utilizzato”.

Sorgente: “Io non riparto da zero come Vittorio, o meglio, diciamo che non ho mai interrotto la mia ricerca, in generale la mia, più che una scelta cromatica, è una scelta tecnica: da writer con i graffiti – che tra l’altro non vengono considerati propriamente arte – con le relative limitazioni derivanti dalle bombolette spray, ho volutamente puntare su tecniche per me nuove, dall’acquerello a seguire, in una continua sperimentazione. Devo inoltre aggiungere una cosa in merito a questo nostro connubio: da principio ero molto sulle mie, non dico scettico, ma dubbioso sul risultato; è stato lo sprono di Vittorio a convincermi, e ne sono soddisfatto”.

– Rispetto all’arte per così dire effimera di graffiti e dei lavori su strada, puntate a lavori più duraturi, o comunque a prodotti di breve durata? Per esempio, Vittorio, già con i lavori tipo il ritratto della tarantina e le opere su tela, è andato oltre a ciò che ti ha fatto conoscere al grande pubblico: ora a che punto siete entrambi? Che tipo di arte volete proporre?

Valiante: “Ambedue i tipi; io sono comunque molto legato alla strada, e anche Ferdinando: ci riteniamo comunque ancora street artists, e so di parlare a nome suo. Poi logicamente ci sono momenti in cui si sente il bisogno di trovare spazi personali per cercare e mettere a frutto ciò che si è immagazzinato. Per questo, personalmente, ho bisogno di tornare quanto prima all’opera, anche se tutto questo contrasta col mio periodo blu: la mia è una crisi profonda, ma ho bisogno di ripartire, e di riprendere fuori di qui al più presto, e anche con Ferdinando si stanno progettando tante belle cose”.

– Pensate di lavorare in tandem, o di sperimentare singolarmente?

Valiante: “E’ tutto da vedere, ma la cosa che ci lega sicuramente è che ci troviamo nel modo di approcciare alle cose”.

Sorgente: “Vero. Certo, pittoricamente, e parlano le tele, abbiamo modi diversi di vedere la medesima realtà, come un libro raccontato in due modi differenti. Ma la storia che c’è dietro deve essere stimolante per un tandem che produca un racconto da proporre. Al momento, però, è tutto un work in progress“.

– La vostra vicinanza artistica si propone, proprio tramite n laboratorio, di sviluppare il vostro cammino: non temete di deludere i vostri follower abbandonando i vostri temi abituali?

Sorgente: “Sarebbe sbagliato stereotiparsi per soddisfare il pubblico, annichilendo noi stessi: diverrebbe una farsa. Si può scegliere di essere commerciali, ma a quel punto la ricerca va a quel paese, e ogni stimolo muore. Non si può raccontare sempre al stessa storia, ci si annoia e di conseguenza si finisce per annoiare: io più dipingo, più mi accorgo di non saper dipingere, di avere più alti livelli da raggiungere, per questo l’arte è in costante sviluppo anche nel medesimo artista. Abbiamo nuove storie da raccontare, e vogliamo prima poterle scrivere“.

– Avete detto di aver trovato entrambi un punto di riferimento in Rembrandt; se oggi doveste scegliere un artista da cui ripartire a chi approccereste?

Sorgente: “Beh, Vittorio mi fa venire in mente Antonio Mancini, e questo mi piace molto, credo che sia un buon punto di partenza; io invece mi raffronto a John Singer Sargent, tra i più rappresentativi pittori dell’ ‘800, che pure conobbe Mancini e ne rimase sconvolto per il tratteggio e la pennellata. E’ da questa energia che vogliamo ripartire, energia buona, positiva, per questo Etna era il nome più adatto da dare al nostro studio d’arte: una forza profonda, capace di trasformare noi stessi e trasmettere un flusso di creatività prorompente e impietosa, che sorprensa soprattutto chi la realizza”.

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 1 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Ottobre 2020

Articoli correlati

Arte | 15 Ottobre 2020

NEAPOLITAN REPUBLIC

Un “Mandala” per Napoli: la nuova visione dell’artista Andrea Villanis

Arte | 6 Ottobre 2020

NUOVE VISIONI

Neapolitan Republic: artisti e ambassador insieme per un nuovo racconto di Napoli

Arte | 29 Settembre 2020

A PALAZZO ZEVALLOS

Il busto di Paolo Ricci firmato Gemito: così lui raccontava l’incontro con lo scultore

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi