martedì 16 luglio 2019
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Grand Tour – Parco archeologico di Cuma

Grand Tour, Rubriche | 28 Settembre 2015

Il fascino millenario di Cuma, la prima colonia della Magna Grecia.

Più che una visita archeologica è un incontro con l’anima, un luogo dove i sensi vengono irrimediabilmente travolti dal passato, dal mito e dal cadenzato e onnipresente incedere del mare, mieloso sottofondo tra le antiche rovine. Suggestione e poesia abbracciano Cuma e i suoi resti classici, il mare da una parte, con Ischia e Procida sullo sfondo, la foresta e i campi ardenti dall’altra, un luogo unico al mondo, protetto da un promontorio di tufo fecondo di ogni frutto della terra, territorio ameno e prediletto per la prima colonia di popolamento della Magna Grecia.

I coloni greci si stabilirono a Cuma intorno al 730 a.C. attraversando la lingua di mare che separa il continente dall’isola di Ischia, allora chiamata Pithecusa, l’isola delle scimmie. In breve tempo la città ampliò i sui domini su tutto il golfo di Napoli, stanziandosi successivamente nell’antica Parthenope e fondando, a est di questa, Neapolis. In seguito a una serie di battaglie per il dominio sulla Campania la città cadde in una profonda crisi economica e politica finendo nelle mani di Roma che a sua volta la onorò del titolo di Municipium.

L’acropoli cumana sorgeva su un antico cratere vulcanico dai pendii scoscesi, una città praticamente inattaccabile, con l’unica strada di accesso, la Via Sacra, protetta da due torri di guardia. La parte bassa invece, era protetta da mura ed ebbe un maggiore sviluppo in epoca romana. Le testimonianze giunte fino ai giorni nostri mostrano frammenti di un tempo remoto in cui la storia procede di pari passo con la mitologia.

Oltre ai resti del tempio di Apollo e quello di Demetra, Cuma possiede un fascino mistico e immortale legato al mito della Sibilla cumana, sacerdotessa di Apollo e guida di Enea nell’oltretomba. Una leggenda che ci rimanda a un tempo antichissimo nel quale le porte dell’ade erano collocate dinanzi al lago d’Averno, in quei campi ardenti a noi tanto familiari.

Insomma, Cuma è un’esperienza intrisa di magia, una passeggiata senza tempo al fianco degli dei.

Orari visite: tutti i giorni dalle 9 a un’ora prima del tramonto; chiuso 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

Prezzi: 4 euro intero; 2 euro dai 18 ai 25 anni e prima domenica del mese; gratuito sotto 18 anni.

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Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 28 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 28 Settembre 2015

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