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PARLA’ A SCHIOVERE

De Laurentiis e le promesse di autobus gratis per lo stadio di Bari (inagibile per la Uefa)

Attualità, Sport | 11 Settembre 2018

Parlà a schiovere. Un modo di dire della lingua napoletana che ben descrive il modo di porsi del personaggio che sta a capo della S.S.C Napoli.

Tecnicamente questo modo di dire, mutato dal latino tardo plovere, lo si intende per  un parlare a vanvera, quasi a pioggia battente.  Si dice di chi, non avendo nulla di serio e costruttivo da comunicare, dà libero sfogo alla propria lingua ed a mo’ di pioggia inonda il prossimo di vuote parole senza significato, a ruota libera.

Oramai l’illuminato (per alcuni) imprenditore in queste settimane di guerra con l’amministrazione comunale, ne spara ogni giorno di diverse.

L’ultima in ordine cronologico riguarda oramai l’atavica disfida dello stadio San Paolo nell’eterno rimpallo fra lui e la deficitaria amministrazione comunale.  Sul Corriere dello sport di oggi (qui  l’articolo completo) al giornalista che gli domandava quanto tempo ci vorrà per farsi uno stadio suo, De Laurentiis risponde: «Due anni. Nessuno può dirti niente se metti i soldi tuoi e hai i terreni che sono utilizzabili per costruirci un impianto. Se ci sono queste condizioni può esserci un’accelerazione fortissima».

Niente di nuovo sotto al sole, direte: sono anni che parla di stadio. Sul mare, ad Afragola, a Melito e tra le stelle.

Ma per sorprendere l’ormai esasperato tifoso, nell’intervista aggiunge: «Nel frattempo ho chiesto all’Uefa l’autorizzazione a disputare le partite di Champions a Bari. A costo di pagare di tasca mia 1.000 pullman e di consentire ai napoletani di assistere alle gare al San Nicola. Quando sono entrato lì per la prima volta ho capito subito che è un signor stadio. È stato un po’ lasciato andare, ma rispetto al San Paolo che è stato costruito nel 1959… Lo ha disegnato un certo Renzo Piano e non è come il nostro… Certi giocatori, quando l’hanno visto per la prima volta, se ne volevano andare da Napoli…».

Peccato che nessuno ricordi a De Laurentiis che sarà pure bello lo stadio di Renzo Piano, ma là da  appena 27 anni, per problemi all’impianto elettrico, atavici, non si giocano partite internazionali dal 1991, come ha spiegato il sindaco di Bari, Antonio De Caro:  “Il San Nicola non ha la licenza Uefa visto che l’ultima gara internazionale è stata la finale di Coppa Campioni tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia nel 1991 e non è stata mai rinnovata”

Lasciando perdere i maliziosi che giurerebbero sulla madre che De Laurentiis mai caccerebbe i soldi per mille pullman, c’è un altro dettaglio assolutamente non di secondo piano, che emerge invece dai regolamenti Uefa, che obbligano a indicare uno stadio alternativo in caso di inagibilità del principale. E quest’anno la Uefa, come in passato, ha già concesso nel luglio scorso la licenza per il Napoli, di giocare – in alternativa al San Paolo – al Renzo Barbera di Palermo.

Parlà a schiovere, dicevamo: lo sport principale di De Laurentiis.

 

Aniello Napolano

 

 

 

 

 

Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 11 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 11 Settembre 2018

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