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PARLA ANCELOTTI

Il tecnico azzurro a Repubblica: “Napoli non è Gomorra. I big restano, siamo destinati a crescere ancora”

Sport | 28 Marzo 2019

Dopo aver lasciato spazio agli impegni delle Nazionali, il campionato di Serie A è pronto a tornare per il rush conclusivo della stagione.

Il Napoli, alle prese con il cammino in Europa League e la difesa del secondo posto in classifica, riparte domenica pomeriggio dall’Olimpico di Roma per la sfida ai giallorossi capitolini.

In attesa che il pallone torni a rotolare sul rettangolo verde, ci ha pensato Carlo Ancelotti a rompere il ghiaccio, con un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica in cui il tema dominante è soprattutto la pianificazione del futuro azzurro.

“Ho sposato e condivido il progetto di un club che è ai vertici in Italia ed è protagonista in Europa, ma che allo stesso tempo non può pagare 10 milioni d’ingaggio a un giocatore. De Laurentiis tiene sempre i conti a posto e non gli chiederò di far saltare il banco. Ci sono altri modi per vincere: possiamo dimostrarlo”.

Lo stesso De Laurentiis, pochi giorni fa, aveva auspicato una lunga permanenza – a vita – dell’allenatore emiliano sulla panchina del Napoli:

“Posso dargli garanzie psicofisiche per 8 anni al massimo. Il tempo passa e da rimbambito in panchina non mi ci vedo”.

Battute a parte, nella prossima stagione il futuro del club partenopeo vivrà una fase calda e di enorme importanza.

“Ho una squadra già ben strutturata e con margini di crescita, anche se giovane. Nei ruoli cardine siamo a posto, la spina dorsale è robusta.

Siamo destinati a crescere, con investimenti mirati e fatti in sintonia con la società.

I big? Resteranno tutti. Il Napoli non è costretto a vendere e tanto meno a realizzare plusvalenze. Se vale anche per Koulibaly? Certo, da qui non si muove”.

Il futuro del Napoli non è soltanto calciomercato. Nel mirino del lavoro di Ancelotti c’è soprattutto il doppio impegno con l’Arsenal, nei quarti di finale di Europa League:

“Arriviamo carichi a questa sfida. Il sorteggio ci ha ridato motivazioni. Sarà un duello incerto e molto equilibrato, dal pronostico difficile. Bisogna orientare la qualificazione all’Emirates Stadium”.

In Inghilterra, infatti, gli Azzurri disputeranno la gara d’andata il prossimo 11 aprile, per poi ospitare i Gunners al San Paolo sette giorni più tardi.

A proposito di San Paolo, Ancelotti si è anche espresso sul tema infrastrutture:

“Uno stadio di proprietà ti dà dei vantaggi, ovvio. Ma non è un problema solo di Napoli, anche se nel calcio italiano qualcosa si muove ed è pronto a farlo anche De Laurentiis.

Per un privato da solo, però, è difficile. Il presidente ha bisogno dell’appoggio delle istituzioni e della città”.

Sì agli investimenti infrastrutturali, no all’ipotesi Superlega: lo sguardo di Ancelotti è senz’altro rivolto al futuro, ma non perde di vista le tradizioni.

“Lo sport in Europa è diverso da quello americano. La meritocrazia va mantenuta: se una squadra vince la B, deve andare in A. Questa possibilità va data a tutti, il modello NBA non è applicabile”.

Per Ancelotti, l’esperienza alla guida del Napoli non è sinonimo solo di allenamenti e riunioni tecniche. L’allenatore azzurro ha avuto modo di soffermarsi sul suo rapporto con la città e la gente, mostrando e fornendo uno spaccato della propria esperienza che rifugge dai noti e tristi stereotipi.

“Non avevo mai vissuto in una città di mare. Di Napoli si ha sempre un’immagine parziale, come di una bellissima cartolina con tanti problemi.

La sto scoprendo abbastanza funzionale. Sarò fortunato io, ma non c’è mai tanto traffico e la gente mi rispetta, non è invadente se mi incontra per strada o al ristorante. A dispetto dei luoghi comuni”.

Luoghi comuni di cui fa parte anche il cult televisivo, Gomorra:

“Seguo la serie tv, ma a Napoli non respiro questa atmosfera. In Italia c’è questa tendenza ad enfatizzare i personaggi negativi, mentre gli americani invece esportano i loro eroi.

Siamo sempre il paese più bello del mondo, ma pieno di contraddizioni. Non riusciamo a sviluppare il nostro potenziale e c’è poco senso civico. E la scarsa cultura può essere concausa delle discriminazioni: più che razzisti, siamo maleducati”.

Antonio Guarino 

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 28 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 28 Marzo 2019

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