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PARTENOPE A CANNES

Da Garrone con Basile a Paolo Sorrentino: il festival parla napoletano

Cinema, Identità, NapoliCapitale | 12 Maggio 2015

Moretti, Sorrentino e Garrone (da sx)

L’italia a Cannes? A parte il film di Nanni Moretti sulla madre, hanno a che fare con Napoli gli altri due film in concorso al festival che si apre domani nella località francese. Ovviamente i giornali non citano la nostra Capitale, Partenope, ma di fatto il festival parla proprio napoletano quest’anno, con i film di Matteo Garrone e con l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino. C’è qualche chance che il 24 maggio la palma vada a uno dei due? Pare proprio di si a leggere i pronostici.

Toccherà prima a Garrone, che il 14 maggio presenta “Il racconto dei racconti” tratto da Lo cunto de li cunti del 1600, scritto dal napoletano, anzi dal giuglianese Giambattista Basile. In campo tre storie per un fantasy partenopeo dal sapore barocco in cui si mescolano temi come nascita, morte, culto del corpo e desiderio. Un film difficilmente collocabile, anche per quanto riguarda il suo pubblico che ricorda il Trono di Spade, Mario Bava e i Capricci di Goya (riferimenti, tutti, dello stesso Garrone). Una favola italiana, dove la nobile cultura napoletana, quella di Basile, è il fulcro intorno al quale girano le tre storie, pochi essenziali dialoghi, location tanto reali quanto fantastiche, effetti speciali volutamente artigianali (da teatrino di Mangiafuoco) e poi improvvise derive nel cruento, nell’horror.

Nella prima storia, La cerva fatata, una regina e un re tristi (Salma Hayek e John C. Reilly) perché non hanno figli, su consiglio di un negromante sposano l’idea che, mettendo a rischio una vita, potrebbero generarne un’altra. In realtà i figli, grazie all’incanto, diventeranno due, quello della regina e quello di una serva. Saranno del tutto simili, albini e pronti a replicare l’eterno mito del doppio.

Nella seconda, La pulce, protagonista ancora un re, quello di Altomonte (Toby Jones), geloso della figlia Viola (Bebe Cave), pensa bene di nutrire una pulce con il suo sangue. E questo per mesi e mesi, tanto da farla diventare grande come un maiale. Poi la scuoia e mette un bando che darà in sposa la figlia a chi indovina la provenienza della pelle. Fatto sta che ad indovinare sarà il più orrido e terribile degli orchi che porterà

la fanciulla in un eremo tra le montagne. Nella terza, La vecchia scorticata – quella che tutti hanno visto come metafora della chirurgia estetica – ancora un re, il Re di Roccaforte (Vincent Cassel) che si innamora di una donna, Dora (Hayley Carmichael) solo per la sua voce. In realtà è una vecchia che vive con la sorella Imma (Shirley Henderson). Per un incantesimo, però, Dora riesce a tornare giovane e diventare addirittura regina. Ma non sarà per sempre.

Una settimana dopo, invece, il 20 maggio, sia in sala con Medusa, che a Cannes, toccherà a Youth, la Giovinezza, di Paolo Sorrentino, di cui al momento si conoscono solo alcune immagini. Esattamente quelle di un metafisico trailer che si chiude con le parole di Mick (Harvey Keitel) all’amico e coetaneo Fred (Michael Caine): “Le emozioni sono tutto quello che abbiamo”.

Di scena infatti le emozioni di due ottantenni che si confrontano con l’indecenza inaccettabile della vecchiaia. Entrambi spiaggiati in un hotel di lusso sulle Alpi, consumano i giorni tra inutili cure ringiovanenti, ricordi e problemi di salute. Il tutto per allungare il futuro o inseguire goffamente il passato della giovinezza. “Hai pisciato oggi?” chiede Mick a Fred. “Poche gocce” risponde Fred. E Mick replica timido: “Io anche meno”. Il tutto sulle note tristi di ‘Ceiling Gazing’ di Mark Kozelek e Jimmy Lavalle.

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 12 Maggio 2015 e modificato l'ultima volta il 12 Maggio 2015

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