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PATRIMONIO MONDIALE

Per Pompei supermanager e 500 posti di lavoro. Ma non è una cosa seria

Cultura, Economia, Istruzione, scuola, università, NapoliCapitale, Politica | 4 Ottobre 2013
Foto tratta da You Reporter
Foto tratta da You Reporter

 

E’ di un paio di giorni fa la notizia che la Camera ha definitivamente convertito in legge il decreto 91/2013 che contiene una serie di misure per il settore culturale. Nel decreto è inclusa la vicenda che riguarda l’area archeologica di Pompei, solo ed esclusivamente per cercare di spendere entro dicembre 2015 i 105 milioni stanziati per progetti di recupero, risorse in buona parte messe a disposizione dalla Ue.

Per portare a compimento il Grande progetto Pompei, la nuova legge prevede – dopo anni di commissari – l’istituzione della figura del direttore generale di progetto, che sarà affiancato da un vice-direttore. L’indennità di ciascuno non potrà superare i 100mila euro annui. Le nuove figure dovranno coordinare l’Unità «Grande Pompei», che è dotata di autonomia amministrativa e contabile, e dovranno predisporre un piano strategico per rilanciare le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, ridando fiato al turismo. In quest’ottica sono stati ridisegnati i confini delle soprintendenze: sparisce quella speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, sostituita dalla nuova soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia, mentre la soprintendenza di Napoli si allarga a comprendere anche la Reggia di Caserta.

Previsto un programma straordinario, finanziato nel 2014 con 2,5 milioni di euro, per l’inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio culturale. Per portarlo a termine saranno reclutati 500 giovani sotto i 35 anni in possesso di determinati titoli di studio (per esempio, il diploma rilasciato dalle scuole di archivistica, paleografia e diplomatica) e che saranno formati per dodici mesi. Il progetto partirà con i primi cento giovani nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, che sono le sole quattro regioni individuate in un primo momento dal decreto come bacino di reclutamento. Un ordine del giorno approvato durante l’iter del Ddl in Senato impegna, però, il Governo a estendere il progetto ai giovani del Centro-Nord.

Facendo due rapidi calcoli di tratta di 5000 euro annui a giovani, all inclusive. Praticamente 300 euro al mese netti. Applausi al governo raccontafiabe. Senza contare che la figura dn direttore generale del ‘Progetto Pompei’ per gestire e coordinare gli interventi e gli appalti fuori e dentro il sito archeologico ee che, come indicato da un emendamento approvato a Palazzo Madama, dovrà necessariamente arrivare dalla pubblica amministrazione, con il compito di definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese, dovrà essere uno dalle capacità gestionali giganti. Il nuovo supermanager sarà l’amministratore unico del nuovo organismo ‘Progetto Pompei’ e dovrà definire i tempi di realizzazione degli interventi potendo ricevere donazioni ed erogazioni liberali. Il direttore avrà il supporto di tecnici provenienti dall’amministrazione statale (massimo 20 persone) e di 5 esperti in materia giuridica, economica, architettonica, urbanistica e infrastrutturale. Il Dg del ‘Progetto Pompei’ guiderà l’Unità Progetto che lavorerà di concerto con la Soprintendenza speciale di Pompei.

Inutile dire che non è specificato COME e CHI nominerà il nuovo supermanager. Scommettiamo che risponderà come sempre a logiche spartitorie partitocratiche?

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Ottobre 2013 e modificato l'ultima volta il 4 Ottobre 2013

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