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PATRIMONIO UNESCO

Codex Purpureus Rossanesis, riconoscimento mondiale per il prezioso manoscritto

Beni Culturali, DueSicilieOggi, Identità, Mondo | 11 Ottobre 2015

Codex Purpureus Rossanensis

Per la città di Rossano, e per tutta la Calabria, sarà motivo di grande gioia apprendere che fra le nuove iscrizioni all’elenco dei beni classificati dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità compare il Codice Purpureo di Rossano (Codex Purpureus Rossanensis), manoscritto onciale greco (l’onciale è una antica scrittura maiuscola usata dal III all’VIII secolo nei manoscritti dagli amanuensi latini e bizantini) del VI secolo (550 d.C.), conservato nel Museo Diocesano di Rossano e contenente testi del Vangelo secondo Matteo e del Vangelo secondo Marco, oltre ad una lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. Il codice, uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento giunti fino a noi, contiene 14 splendide miniature che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Cristo, e alcune delle quali costituiscono una tra le prime e più preziose rappresentazioni della figura di Pilato. Il nome latino Purpureus, assegnato al manoscritto, si deve al fatto che i 188 fogli in pergamena (31×26 cm) di cui è composto, sono di colore rossastro. Originariamente il volume conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come è deducibile dalla prima miniatura raffigurante i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto dalla presenza della lettera di Eusebio sulle concordanze, per cui si calcola che dovette comprendere circa 400 fogli.

Dell’inserimento del Codex nelle “New inscriptions on the International Memory of the World Register” dell’UNESCO ha dato notizia mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo della Diocesi Rossano-Cariati. “La proposta dell’inserimento del Codex tra i beni dell’Unesco – si osserva in una nota della Diocesi – era stata portata fortemente avanti da S.E. Mons. Santo Marcianò, durante il suo episcopato a servizio della nostra chiesa locale. Un itinerario che trova ora il giusto riconoscimento.”

Francesco Diaco

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 11 Ottobre 2015

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