martedì 25 giugno 2019
Logo Identità Insorgenti

Pedagogia – Prenditi cura di me

Pedagogia, Rubriche | 5 Marzo 2016

gatti_amiciIn situazioni particolari della nostra esistenza sentiamo la necessità di avere il sostegno altrui, non riuscendo però sempre a riceverlo in maniera così semplice. Potrebbe sembrare un comportamento banale ma proviamo a pensare, ad esempio, allo stato d’animo di un tifoso durante una partita di calcio oppure a ciò che proviamo davanti ad una di quelle scene d’effetto di molti film, si tratta di immedesimarsi.

Una spiegazione scientifica può mettere in evidenza la scoperta di alcuni neuroni chiamati “neuroni specchio” la cui caratteristica sarebbe quella di eccitarsi sia quando un soggetto compie una determinata azione, sia quando è un altro a compierla innanzi ai suoi occhi. Sostanzialmente le strutture neuronali che si attivano quando proviamo determinate sensazioni e emozioni sono le stesse che si attivano quando quelle stesse emozioni le attribuiamo a qualcun altro, così da riuscire a cogliere il vissuto altrui a distanza. Un comportamento di “tipo empatico” è ciò che si sperimenta in talune situazioni.

Empatia è un termine che, soprattutto negli ultimi tempi, sta diventando una moda, ma quanti ne conoscono il reale significato?

Il comportamento empatico è una disposizione naturale dell’essere umano, è un “contagio emotivo” presente già nel neonato (il bambino piange in risposta al pianto di un altro), un comportamento spontaneo che tuttavia può essere sviluppato. Tutti teoricamente hanno la capacità di empatia, ognuno però con forme di consapevolezza diverse. Non si tratta di provare compassione, che vuol dire: come mi sento per te; l’empatia vuol dire come mi sento con te. E’ una scelta, una “virtù”.

“L’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo può ricevere in dono.” Charles Darwin

Stiamo parlando di guardare oltre se stessi, oltre ciò che si è, permettendoci di sperimentare l’altra persona. Bisogna essere esposti ai rapporti umani, provare interesse per le altre persone, lasciarsi coinvolgere e appassionarsi alle situazioni altrui, al di là della propria personalità, del proprio essere e del proprio pensiero. L’educazione si fonda su questo principio poiché si concentra ad attivare il desiderio di esistere, di avere cura di sé e delle relazioni perché solo attraverso gli altri possiamo conoscere pienamente noi stessi. Quest’empatia, quest’aver cura è veritiera solo quando si accetta completamente l’altro per quello che è, e solo quando si riconosce l’altro come un valore che si sceglie di amare e conoscere liberamente.

L’empatia ci fa entrare in contatto con noi stessi con la nostra parte più nascosta, talvolta ci espone e a volte ci spaventa, prevede una coscienza di sé, vuol dire guardarsi dentro e riuscire,  nonostante ciò, a condividere l’esperienza altrui. Sviluppare l’empatia per  costruire degli atti di altruismo che ci aiuteranno a creare delle relazioni forti e speciali riuscendo a comprendere i bisogni, le azioni, le parole e il punto di vista altrui, diventando una persona migliore un marito migliore, o un fratello, un fidanzato, un padre e un amico migliore.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 5 Marzo 2016 e modificato l'ultima volta il 5 Marzo 2016

Articoli correlati

Pedagogia | 23 Aprile 2015

Pedagogia – La sofferenza della discriminazione

Pedagogia | 23 Settembre 2014

Pedagogia – L’inserimento scolastico: l’ansia da separazione

Pedagogia | 22 Luglio 2014

Pedagogia – Libertà obiettivo dell’educazione: la scuola come valido alleato

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi