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“Perché non portiamo il rugby a Scampia?” | Palla ovale tra i palazzi, passione tra i ragazzi

News | 25 Settembre 2018

E’ sera. Si è tra amici seduti ad un tavolo, per ordinare qualcosa da bere. Una birra, la prima che non sarà neanche l’ultima della giornata, perché il tempo vola parlando della propria passione.

E poi arriva la proposta, un’idea da essere presi per matti: ”Perché… perché non portiamo il rugby a Scampia?”. Matti, non pazzi. Il matto può sembrare irrazionale, sognatore, ma a volte può saper guardare più lontano di altri.

Quattro anni dopo. In un tardo pomeriggio di  Settembre, qualcuno, su un campo di erba incolta e pietre taglienti, indossa ancora i jeans della giornata di lavoro appena trascorsa e trattiene sotto il suo braccio la palla strana, quella che quando rimbalza non sai mai dove andrà. Guarda negli occhi ognuna delle poche ragazze di fronte a se arrivate per il primo allenamento dell’anno, pensando quale sarà il prossimo esercizio da proporre o se un tronco d’albero tagliato potrà ancora essere utile per chi ha preferito ricominciare gli allenamenti invece di godersi qualche ultima giornata al mare.Rugby-Scampia-14

A volte l’allenatore lascia la palla cadere per avvicinarsi alle atlete, per incitarle a suo modo. Ma lo fa senza esitazione: sono poche, avrebbe potuto rimandare l’allenamento se non fosse per l’importanza che hanno per lui, per loro.

Perché Scampia Rugby non è solo il coach Gaetano, sono persone che hanno creduto che l’idea di portare questo sport in quartiere non si fermasse alla sola birra bevuta insieme. E non si fermasse neanche se l’erba è alta e bisogna tagliarla da soli, e se al di sotto pietre e soprattutto polvere si alza e si deposita nei balconi di chi si affaccia sul campo e neanche innaffiarci sopra può sempre fermarla.

Passano i giorni ma non si fermano neanche gli allenamenti: il gruppo diventa più folto e inoltre i ragazzi ricominciano a farsi vedere. Perché ci si allena insieme, maschi e femmine. Con passaggi e spallate la palla ovale rimbalza sul campo accidentato dove sullo sfondo si intravede un campetto da calcio in erba sintetica, che è sempre il preferito per qualche bambino che viene a provare cosa è il rugby ma poi tante volte non rimane. Ma i più decisi rimangono, eccome.

 

I ragazzi sistemano l’attrezzatura tutti insieme e si gioca insieme anche quando ci sono le partite, ma solo se non si è troppo cresciuti, cioè fino ai dodici anni. Perché poi ci si divide: ci sono le squadre giovanili femminile e maschile e addirittura con le ragazze più grandi qualche mamma scende in campo, mentre qualcun’altra che pensava fosse solo una squadra di fantasia, quella del rugby a Scampia, è seduta smartphone alla mano per aggiornare sul gruppo WhatsApp tutti gli altri sui prossimi appuntamenti.

 

E il prossimo, di impegno, è la prima amichevole per le ragazze sul campo di casa. Da Afragola provengono le avversarie dei Pavoni. Simbolo di rinascita, è stampato sul petto delle divise bianco nere che rimandano ai colori del “Barbarian Football Club”, squadra che unisce sotto la stessa maglia giocatori di nazionalità diverse, storicamente anche rivali, per sfidare le più grandi formazioni al mondo.Rugby-Scampia-10

E’ tempo di indossarle le maglie, inizia il riscaldamento. Sul terreno accidentato il passo sembra più incerto, non è come riscaldarsi su un prato ben curato. Ma dopo una foto di squadra inizia la partita e la polvere non è più il centro dell’attenzione, lo sono solo le avversarie e il pallone ovale. E se qualche ragazza se lo dimentica, c’è lì Gaetano pronto per ricordarglielo.

Vi invitiamo a seguire il sito dei Pavoni: Dimmi di Scampia

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 25 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 25 Settembre 2018

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