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Perché si paga la Tangenziale di Napoli? Ecco il motivo da 1 miliardo di euro

News | 17 Luglio 2015

C’è chi la detesta profondamente, soprattutto durante gli orari di punta, quando il caos di macchine e clacson regna sovrano; e chi proprio non può farne a meno, sedotto dalla sua ineccepibile praticità. Parliamo della Tangenziale di Napoli, la A56, quel groviglio d’asfalto che da Capodichino attraversa da est a ovest l’intera città, inerpicandosi per i quartieri alti, dalla zona ospedaliera al Vomero, fino a sfociare di slancio nell’area flegrea.

Ma perché la Tangenziale di Napoli si paga, mentre nelle altre città questo non avviene? Ebbene, andiamo a ripercorrere brevemente la sua storia e tiriamo fuori dall’armadio gli scheletri dei privati che si sono lasciati ingolosire dalla trafficatissima Tangenziale partenopea. Essa fu costruita nel lontano 1968 ad opera di finanziatori privati (46 miliardi di lire) e, secondo gli accordi, sarebbe dovuta restare privata per 33 anni, con relativo pedaggio, per ripianare le spese d’investimento. Il debito dei napoletani verso i privati, che con tanta generosità avevano investito nella viabilità partenopea, doveva scadere nel 2001, ma ciò evidentemente non avvenne. Per ben sette anni tutto tacque (soprattutto le bocche degli investitori, impegnati ad assecondare il silenzio sulla vicenda), fino al 2008 dove fu stipulato un altro accordo (bisognava finanziare nuovi lavori nella zona ospedaliera, era ovvio) a danno dei poveri autisti napoletani, spesso ignari di continuare a pagare una tassa che neanche gli spetta. Considerando una stima di 72 milioni di euro d’incassi l’anno, dal 2001 ad oggi (2016), sono stati versati oltre 1000 milioni di euro di surplus nelle casse dei finanziatori.

Ma chi sono questi finanziatori privati? La Tangenziale di Napoli è di proprietà della Atlantia, una holding finanziaria di cui maggiore azionista è Benetton. Quindi, dal 2001 a questa parte, oltre 1000 milioni di euro sono stati dirottati da Napoli per essere spartiti tra Roma (sede Atlantia) e Treviso (Benetton), per buona pace di quei 270 mila napoletani che la percorrono ogni giorno.

Cornuti e mazziati.

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Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 17 Luglio 2015 e modificato l'ultima volta il 17 Luglio 2015

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