domenica 15 dicembre 2019
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PIAZZA DANTE

10mila sardine a Napoli. A Salvini un pernacchio collettivo citando Eduardo e cantando Pino Daniele

Attualità | 30 Novembre 2019

“Siamo qui per far si che domani non si dica che in tempi oscuri noi abbiamo taciuto”. Il miglior concetto, tra le sardine di Napoli che prendono la parola a piazza Dante – circa 10mila secondo gli organizzatori riuniti sotto tre gruppi Facebook: “Napoli non si lega”, “Sardine napoletane” e “Sardine – Napoli non si lega” – lo esprime Bruno Martirani, ricordano che la nostra è una città resistente. “Sono qui perchè altri non sono qui, perché sono emigrati…. Facciamo ritornare i nostri fratelli, i nostri figli, i nostri amici… nessuno parla di questo argomento. Alla paura, al razzismo, dobbiamo rispondere che l’ironia è il più grande mezzo per rispondere a questi messaggi d’odio… “. E parte la voce di Eduardo De Filippo… «Figlio mio, c’è pernacchio e pernacchio…. Il pernacchio può essere di due specie: di testa e di petto. Nel caso nostro, li dobbiamo fondere: deve essere di testa e di petto, cioè di cervello e passione. Insomma, ‘o pernacchio che facciamo a questo signore deve significare: tu sì ‘a schifezza ‘ra schifezza ‘ra schiefezza ‘ra schifezza ‘e l’uommene. Mi spiego?». E al 3 tutti fanno pernacchio, linguaccia, selfie. Tutti dedicati a Salvini, per ribadire che #NapoliNonSiLega.

E alla fine tutti in coro cantano Napule è… un brivido nel nome di Pino… L’uomo legato fortemente alla nostra identità che già 20 anni fa cantava “Questa Lega è una vergogna”.

Napoli, invece, cammina sempre a testa alta. Grazie ragazzi!

Live dalla piazza: Sergio Valentino.
Gallery: Aniello Napolano

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Novembre 2019

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