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Piazza Garibaldi è di chi la vive! Prendiamocene cura insieme!

News | 3 Settembre 2018

Sotto l’egida di questo significativo slogan, l’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo ha organizzato, domani 4 settembre a partire dalle ore 11, una manifestazione spontanea la quale vedrà, armati di scope, guanti e palette, decine di residenti della zona pronti a riappropriarsi del quartiere che amano, al di là delle diverse provenienze geografiche.

Una risposta concreta al fiume di polemiche delle scorse settimane inerenti il Vasto, le quali spesso cercano di distrarre dalle reali problematiche che lo affliggono, come spiega il comunicato pubblicato sulla pagina Facebook dell’Ex Opg: “Negli ultimi mesi il quartiere Vasto è stato continuamente sotto i riflettori mediatici, i problemi reali, però, sono volutamente taciuti. Molti speculatori politici che cercano esclusivamente visibilità e interesse personale hanno additato la popolazione straniera come causa principale di tutti i problemi del quartiere. Ma chi lo vive tutti i giorni sa bene che i problemi veri sono altri. Noi siamo stanchi di questi fomentatori d’odio che dividono le nostre comunità e mettono i poveri gli uni contro gli altri.

Siamo stanchi di vedere un quartiere abbandonato a se stesso: cantieri che durano da quasi 20 anni hanno contribuito a creare gravissimi problemi di viabilità e vivibilità, la zona a ridosso della stazione ferroviaria è completamente carente dell’illuminazione pubblica. Questa stessa zona, oltre ad avere un’alta densità abitativa e commerciale, è anche la principale porta di ingresso della città, qui passano 500 mila persone al giorno, troviamo assurdo e illogico che l’A.S.I.A. non abbia un intervento specifico nella zona come avviene in tutte le metropoli italiane e europee. Invece siamo costretti a constatare che nemmeno la manutenzione e la raccolta ordinaria vengono effettuate in moltissime vie. I bambini e gli abitanti che nascono nel quartiere Vasto non hanno, di fatto, diritto allo spazio verde né tanto meno si trovano spazi di aggregazione per i giovani e gli abitanti. La rigenerazione urbana millantata da Grandi Stazioni Rail Spa si è limitata alla creazione di centri commerciali, a discapito della piccola imprenditoria che ha sempre caratterizzato il quartiere, ristoranti bar e esercizi commerciali senza una minima attenzione al contesto e agli abitanti.

La Stazione Centrale sembra quasi voler mostrare ai turisti una realtà virtuale luccicante lasciando il resto del quartiere nel degrado e nella completa assenza di servizi. In tutto questo la camorra continua ancora ad esercitare indisturbata il suo potere gestendo le piazze di spaccio,racket e la tratta della prostituzione di donne e minori. A tutto questo si aggiungono le gravi responsabilità della Prefettura che ha concertato l’apertura di 13 centri di accoglienza, spesso sovraffollati e in mano a gestori collusi con la criminalità organizzata, che non offrono i servizi di assistenza e inserimento sociale dovuti per legge. Una gestione irresponsabile che ha leso sia i diritti di chi abita il Vasto sia i diritti di moltissimi richiedenti protezione internazionale che si sono ritrovati abbandonati a loro stessi. Come se non bastasse ora la Prefettura vorrebbe buttare per strada quasi 200 richiedenti. Creare 200 nuovi senza tetto nella zona della stazione, dove purtroppo le istituzioni già ne hanno abbandonato altrettanti, vuol dire condannare queste persone e tutto il quartiere Vasto. Noi diciamo basta con tutte queste politiche irresponsabili di odio e intolleranza verso i poveri. Le Istituzioni devono combattere il disagio sociale e fornire i servizi che spettano a tutti i cittadini, non contribuire a creare altre situazioni di emergenza.

Crediamo che il quartiere Vasto sia un quartiere accogliente e solidale, crocevia internazionale di storie e umanità. Diciamo Basta a chi vuole fare speculazione, all’assenza di servizi, diciamo Basta alla criminalità, il nostro decoro è la solidarietà. Chi ama e vuole bene a questo quartiere Martedì 4 settembre mattina alle ore 11 a Piazza Principe Umberto troverà il Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli, gli abitanti nuovi e vecchi della zona, i commercianti, le associazioni e i volontari della cittadinanza solidale; ci troverà armati di scope, guanti, palette, fiori e piantine, perché insieme vogliamo prenderci cura del quartiere che amiamo”.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 3 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 3 Settembre 2018

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