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PIAZZA PLEBISCITO

Linea 6, aumenta il perimetro del cantiere della metro

Beni Culturali | 13 Febbraio 2020

Da un lato l’imprescindibile necessità di potenziare il tessuto infrastrutturale della città, dall’altro il timore di danneggiare il patrimonio storico-culturale partenopeo. E’ tra questi due estremi che si aggroviglia l’annosa questione del cantiere della linea 6 della Metropolitana di Napoli di piazza Plebiscito, che – negli ultimi giorni – ha visto allargarsi ulteriormente il suo perimetro per consentire i lavori partiti un anno e mezzo fa e atti a realizzare i condotti di areazione della futura metro costiera della città.

Le preoccupazioni delle associazioni

Dopo l’accoglimento del ricorso, presentato nel febbraio 2019 dal comune di Napoli, contro lo stop alle griglie di aerazione previste a Piazza del Plebiscito nell’ambito del completamento della linea 6, sembrava ormai deposto il tempo delle polemiche per lasciar finalmente spazio ai fatti, nel pieno rispetto delle modalità operative disposte dal Mibac.

Ma la recente estensione del perimetro del cantiere, fin quasi all’ingresso della Prefettura, fa riemergere dubbi sul corretto andamento degli interventi programmati, in particolar modo per il rischio della tenuta del sottosuolo. Spiega infatti Antonio Pariante, presidente del comitato Portosalvo: “I lavori della Linea 6 al Plebiscito sono passati dalla botola al cantiere, è a rischio l’equilibrio del sottosuolo in una parte della città molto delicata. Siamo preoccupati più di prima per la statica dell’area monumentale e vigileremo, come fatto fino a ora, su questa situazione che ci preoccupa non poco. Tra l’altro si sta operando su una zona che accoglie solitamente concerti e manifestazioni e se si allarga il cantiere sarà meglio inibire eventi di grossa portata al Plebiscito. L’ipogeo della piazza è molto fragile”.

A confermare tali timori è anche il geologo Riccardo Caniparoli, che in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno afferma: “Proseguire con i lavori è una scelta a dir poco avventata. Sono un profondo studioso e conoscitore del sottosuolo napoletano e le dico che già le conseguenze di quello che potrebbe accadere sono visibili alla fine di via Cesario Console, dove parte del marciapiede sta collassando. Si stanno andando a rompere gli equilibri delle falde e delle pressioni che sono presenti al di sotto della piazza, bisogna fermarsi con quei lavori, altrimenti si rischia grosso”.

La posizione dell’amministrazione comunale

Dal canto suo, il comune di Napoli, rispedisce al mittente le accuse, sottolineando la piena regolarità del cronoprogramma e le relative misure legate alla realizzazione del medesimo.

A sostenerlo con forza è l’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo: “Procede tutto come previsto, il cantiere è stato allargato per consentire la realizzazione della griglia secondo le modalità approvate dal Mibac. Tra maggio e giugno il cantiere sarà nuovamente ridimensionato e rientrerà verso la parte del colonnato dove è stato fino a pochi giorni fa”.

Le stazioni della Linea 6 che collegano piazza Municipio – e quindi il nodo di interscambio con la Linea 1 – alla Mostra d’Oltremare passando dalla Riviera di Chiaia e da Fuorigrotta, saranno completate entro il 2020 per poi entrare definitivamente in esercizio nella primavera successiva. Che poi, in fondo, è quanto interessa ai cittadini: poter usufruire di infrastrutture degne di una metropoli europea, senza tuttavia correre il rischio di dover rinunciare alle testimonianze di un glorioso passato.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 13 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Febbraio 2020

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