domenica 22 settembre 2019
Logo Identità Insorgenti

L’oro di Napoli: La Pietrasanta, il diavolo maiale e le “janare”

L'oro di Napoli | 12 Ottobre 2017

Tra i vicoli del centro antico di Napoli si celano ancora oggi antiche leggende: una di queste, tra le più curiose, riguarda l’edificazione della Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, le janare e il Diavolo Maiale.

Per comprendere quanto sia antica la città di Napoli basta osservare con attenzione le sue mura, interrogare i suoi innumerevoli palazzi storici e accarezzare le pietre di spoglio disseminate a destra e a manca nel centro antico, ben visibili anche al viandante distratto. Uno dei simboli più emblematici in questo senso, capace di rievocare culti pagani e oscuri misteri, è certamente la Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, con il suo imponente e variopinto campanile, il più antico in Italia.

Ci troviamo a ridosso dell’acropoli greca di Neapolis, nella zona più antica della città fondata dai Cumani a cavallo tra il VI e il V secolo a.C. per sopperire all’inadeguatezza del primissimo insediamento urbano, la nebulosa e leggendaria Parthenope. Proviamo a fare un balzo nel tempo, e inoltriamoci attraverso il dedalo inestricabile del centro antico di Napoli, laddove, secondo le testimonianze archeologiche, si accedeva al tempio di Artemide greca, la dea Diana per la mitologia italica. La signora delle selve era considerata la protettrice delle donne e il suo culto, tra i decumani di Neapolis, era tanto radicato e forte che nel 553 d.C il vescovo Pomponio, per garantire una sorta di continuità di culto, e non traumatizzare la popolazione, vi fece edificare sulle sue vestigia la prima chiesa dedicata ad una donna: Santa Maria Maggiore, la Madonna.

Per contrastare il culto di Diana, e limitare i rituali spesso volti ad assistere le donne della città, il vescovo Pomponio raccontò che la Vergine Maria gli apparve in sogno ordinandogli di erigere un tempio cristiano laddove avrebbe trovato una pietra santa avvolta da un panno celeste. Pomponio riferì che in quel luogo la presenza del male era tanto marcata che di notte il diavolo si palesava nelle sembianze di un’enorme scrofa e assaliva gli incauti passanti. Da quel momento, e per molti secoli a venire, i vescovi si affacciarono ogni anno dalla finestra del campanile della Pietrasanta, l’unico elemento superstite della originaria basilica di Santa Maria Maggiore, e sgozzarono una scrofa dinanzi alla folla, in ricordo della disfatta del diavolo maiale.

Eppure, nonostante l’occultamento e la repressione cristiana, le liturgie dedicate alla dea Diana continuarono a proliferare e le sue celebri sacerdotesse seguitarono a riunirsi per officiare antichi rituali pagani. Ma l’intransigenza e il rigore imposto dal cristianesimo non ammetteva la coesistenza di altre religioni e le sacerdotesse di Diana furono a lungo perseguitate e per questo etichettate con l’appellativo dispregiativo di dianare, poi divenuto “janare“, che a sua volta, come ben sappiamo, divenne sinonimo di strega.

Diventa fan del Vaporetto per tutte le news sulla tua città, clicca qui e seguici sulla nostra pagina!

 

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 12 Ottobre 2017 e modificato l'ultima volta il 12 Ottobre 2017

Articoli correlati

Beni Culturali | 21 Settembre 2019

LA MOSTRA

Inaugurata al Museo di Capodimonte Napoli Napoli: di lava, di porcellana e di musica

Eventi | 20 Settembre 2019

OPEN HOUSE

Arriva a Napoli il primo festival internazionale dell’architettura e del design

Identità | 19 Settembre 2019

MIRACOLO DI SAN GENNARO

Quell’inutile e odioso scetticismo di chi non crede

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi