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DALLA SICILIA

Plansaround: dal web alla realtà. La app che aggrega persone e attività

plansaround socializzare davvero
Imprese, Made in Sud | 12 Novembre 2018

È una produzione siciliana, nata sull’asse Catania-Messina la app che promette di far aggregare intorno a delle attività, persone reali che si sono conosciute nel mondo virtuale. Loro sono quattro giovani, due di Messina e due di Catania, che hanno messo insieme le loro capacità e le loro conoscenze per provare a cambiare le regole dei social network. Plansaround è la app, ma anche il sito web, per passare dalle parole ai fatti. La app è stata realizzata sia per gli smartphone Android sia per gli iPhone ed è scaricabile dai rispettivi store. Il sito web è all’indirizzo https://www.plansaround.com.

Come funziona Plansaround

La app ed il sito web permettono agli utenti di creare delle proprie attività o di partecipare alle attività presenti nei dintorni. Non ci sono limiti per il tipo di attività, se non quelle dovute di tipo etico e morale.

Dal momento che non è mai semplice spiegare a parole il funzionamento di un social network è meglio partire dalle finalità per risalire alle funzionalità. Il progetto di origine siciliana, ha l’obbiettivo di far partecipare le persone ad eventi reali proposti dagli utenti. Collegandosi si vedono gli eventi presenti entro un raggio di 100 km dal punto in ci si trova. È possibile aumentare o ridurre il raggio a piacimento.

Facciamo un esempio: “Giuliano vorrebbe andare a ‘quattro zampe in fiera’ domenica 11 novembre 2018 alle 10:30 con almeno 1 persona”. Questo è uno degli eventi presenti  nello stream della app denominato la piazza. La piazza mostra le attività create geolocalizzate rispetto all’utente. Se qualcuno è interessato o si sente sollecitato a partecipare può dare la sua adesione. Il creatore dell’evento ha la facoltà di scegliere, tra coloro che hanno dato l’adesione, chi può partecipare.

L’utente che desidera maggiori informazioni può porre delle domande al creatore dell’evento, sulle modalità, sui luoghi ed altri aspetti riguardanti l’evento. Ma non si tratta di una chat. Plansaround non vuole assolutamente essere uno strumento di comunicazione online, la finalità dichiarata di permettere incontri nella vita reale è perseguita anche con i fatti. Il motto è se vuoi conoscere qualcuno incontralo, all’evento.

Dopo l’incontro l’organizzatore è chiamato ad fornire un elenco delle persone che hanno effettivamente partecipato. Sulla base dei feedback gli utenti costruiscono la propria reputazione. Un organizzatore avrà tutto l’interesse a far partecipare al suo evento solo persone dalla reputazione affidabile.

Privacy al sicuro

Una delle caratteristiche di Plansaround è quella di non esporre gli utenti allo stolkeraggio. Gli ideatori hanno analizzato attentamente il fenomeno dilagante sugli altri social ed hanno preso dei provvedimenti. La app, così come il sito web, non permette di avviare conversazioni private tra gli utenti: niente chat. Inoltre non è possibile fare ricerche finalizzate a rovistare tra i profili dei partecipanti. A meno che non ci sia un evento programmato, che fa da gancio, non è possibile vedere i profili degli utenti. In presenza di un evento invece è possibile vedere il profili utente di chi lo ha organizzato e di chi ha dato la sua adesione.

Il profili degli utenti sono abbastanza semplici, la base è il nome di battesimo, niente cognomi. La assenza dei cognomi rafforza la privacy e riduce la possibilità di essere rintracciati. Stalker e malintenzionati non trovano terreno fertile su Plansaround. Il profilo può essere corredato da altre foto, una descrizione, poca roba. Per saperne di più bisogna conoscersi di persona. Sul profilo degli utenti sono visibili anche dati sulla reputazione:

Il profilo così formato risulta essere un mix di referenze e autopresentazione.

Un progetto con il marchio di fabbrica

Gli autori di questo progetto sono giovani, del sud e con le idee chiare. Il loro punto di vista è che la convivenza sociale dovrebbe essere fatta di interazioni sociali naturali. C’è la necessità di tornare al confronto verbale, di tornare a comunicare su più livelli. C’è l’assoluto bisogno di relazioni sociali non filtrate dalla presenza di social network. Da queste idee scaturisce la scintilla che ha incendiato la voglia di fare dei quattro siciliani. Di Catania e di Messina, città di mare. Chi vive in una città di mare ha una visione del mondo diversa, le interazioni, le contaminazioni fanno parte della cultura di queste città. Non poteva che nascere da questa cultura un’idea sociale per far incontrare le persone nella vita reale.

Alessandro Nicotra

Sono un esperto SEO, di tecnologie e un blogger. Aiuto le persone a superare gli ostacoli che sorgono nell’uso di dispositivi e tecnologie digitali. Napoletano, identitario.

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