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Plastica in mare: situazione critica nel Golfo di Napoli

News | 25 Aprile 2018

NAPOLI, 25 APRILE – Una ricerca effettuata dall’Istituto di Scienze Marine del Cnr di Genova, dall’Università Politecnica delle Marche e da Greenpeace Italia, che analizza i dati raccolti di diciannove stazioni posizionate in mare aperto, ha rilevato che nelle acque marine superficiali italiane è riscontrabile una presenza diffusa di microplastiche analiga a quella presente nei vortici presenti nel Pacifico.

Tra i mari più inquinati, purtroppo, abbiamo il Golfo di Napoli, e in particolare Portici, dove si rilevano livelli di microplastiche pari a 3,56 frammenti per metro cubo, una quantità enorme. La maggior parte di questi rifiuti è composta di polietilene, ovvero quella plastica con cui viene prodotta la maggior parte degli imballaggi usa e getta che siamo soliti usare (buste, flaconi, bottiglie, ecc.). L’unico rimedio per salvaguardare la nostra terra, oltre al rispetto collettivo per l’ambiente, è quello di intervenire con efficacia alla fonte del problema, e quindi bandendo i materiali plastici alla produzione.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 25 Aprile 2018 e modificato l'ultima volta il 25 Aprile 2018

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