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POETI MODERNI

Intervista con Emanuele Cerullo: la letteratura come testimonianza

Cultura | 9 Agosto 2019

Emanuele Cerullo inizia a scrivere giovanissimo: la sua prima raccolta di poesie, “Il coraggio di essere libero” (2007), viene pubblicata dalla scuola media che ha frequentato, l’Istituto Comprensivo Virgilio 4 di Scampia. Da quel momento i testi si diffondono tramite alcuni dei principali quotidiani nazionali e l’autore lavora a diversi progetti, tra cui un programma in radio e un blog, fino ad approdare alla seconda pubblicazione, “Il ventre di Scampia” (Edizioni Neomediaitalia, 2016). Questa lo porta a essere ospitato da più atenei e a ottenere vari riconoscimenti – tra cui il Premio Minturnae 2016 – mentre contemporaneamente consegue la laurea in Filologia moderna, confermando una vera vocazione per il mondo della letteratura.

Già dal titolo del tuo blog, Oltre le Vele, si capisce che tenti di superare i confini e gli stereotipi della periferia: la scrittura è in tal senso una forma di riscatto rispetto a un ambiente opprimente? 

Prima di tutto la letteratura può essere significativa nel momento in cui assume una forza conoscitiva e rivelatrice. Non c’è ambiente da salvare se non si salva prima l’uomo. Dobbiamo incontrarci innanzitutto con noi stessi. Il riscatto, se di riscatto si può parlare, è lo step successivo.

Hai iniziato a raccontare giovanissimo, dimostrazione che è soprattutto l’urgenza di dire a far nascere un artista: questo ha creato più resistenze o curiosità nell’ambiente culturale?

Sia resistenza che curiosità. La prima è dovuta al fatto che sostanzialmente provengo da una realtà lontana (soprattutto geograficamente) da istituzioni culturali, quindi entrare in contatto con l’ambiente intellettuale non è stato semplice per me. La curiosità di chi mi ha accolto probabilmente si aggiunge all’idea di ottenere un buon riscontro di pubblico con una raccolta di poesie partorita nelle Vele.

Sei stato premiato, tra l’altro, per l’impegno letterario e civile: quanto le due componenti sono legate nella tua poetica?

Non prendetemi troppo sul serio! Non lo so, non mi piace analizzarmi, finirei per disfarmi e non riuscirei più a ritrovarmi. Tuttavia credo che l’impegno basti e avanzi. Voglio dire che se la letteratura civile (esiste, di contro, una letteratura incivile?) riesce a inserirsi in una dimensione metastorica in questo periodo storico che sembra, di fatto, astorico e sterile, senza trascurare mai l’attualità delle parole di chi ci ha preceduto (parole da scavare e riesumare), allora siamo già a buon punto. Una dimensione metastorica non autocelebrativa, però. Quindi senza ostentare. L’autore deve testimoniare, consegnare. La via di mezzo tra la realtà e la fiction è la testimonianza del vissuto. Insomma: sfociamo pure nel fantastico, se quel fantastico ci offre le chiavi per provare a decifrare la realtà. Ma non edulcoriamola troppo. Anche perché il pubblico non è mica stupido.

Omaggi la Serao, Leopardi, Pasolini… quali sono gli autori che ti hanno più colpito e a cui ti senti più vicino?

Gli autori che amo non sono autori ma altori. Alti, imponenti, irraggiungibili. Sono tanti, perciò eviterei elenchi telefonici. Ma sostanzialmente Seneca, Dante, Giordano Bruno, Leopardi, Rimbaud, Pasolini, Sciascia. Ho dimenticato qualcuno. Se i parlamentari avessero letto “Il ventre di Napoli” della Serao avrebbero compreso tante cose ma non è mai troppo tardi. E poi un’altra donna meravigliosa: Anna Maria Ortese.

Quale potrebbe essere, secondo te, il ruolo della parola poetica oggi? 

Ripeterei cose che ho già detto nella risposta alla terza domanda. Aggiungo che la poesia non consola, può e sa essere controcorrente perché non è una ricetta, ti lascia navigare per naufragare ed emergere. E affida ai tuoi pensieri una durata accettabile. E funge da bussola.

Come valuti la situazione culturale e politica italiana in questo momento storico?

Un malcelato voyeurismo che stimolerebbe il miglior Freud e il miglior Gadda.

Domenico Carrara

Un articolo di Domenico Carrara pubblicato il 9 Agosto 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Agosto 2019

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