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Polidoro ripubblica le “Mattinate napoletane” di Salvatore Di Giacomo

Libri | 11 Febbraio 2021

Continua la pubblicazione di “pezzi di storia” da parte della Alessandro Polidoro Editore, con un lavoro coraggioso e ammirevole, che non si può che apprezzare. La specifica collana dedicata a volumi storici del ‘900 si chiama AltroParallelo e propone e riscopre testi che raccontano – attraverso la città e le sue storie – vicende universali. Due esempi su tutti Il Camorrista del giornalista Giuseppe Marrazzo e San Gennaro non dice mai no di Giuseppe Marotta, celebre per L’oro di Napoli.

Adesso, il 12 marzo, in occasione dell’anniversario della nascita del grande scrittore, esce Mattinate Napoletane, di Salvatore Di Giacomo. Un grandissimo, mai sufficientemente celebrato e men che mai ripubblicato come meriterebbe.

Quindici novelle malinconiche e sentimentali tra i vicoli di Napoli

Nel giorno della nascita del grande poeta, il prossimo 12 marzo, dunque, la Polidoro editore ripubblica Mattinate napoletane, una raccolta di quindici novelle apparsa per la prima volta nel 1886. Con una scrittura malinconica e sentimentale, dominata da una profonda pietà umana, Di Giacomo accompagna il lettore nei vicoli di Napoli, pullulanti di vita, alla ricerca di storie da raccontare.

Dopo aver lasciato gli studi di medicina per dedicarsi al giornalismo Salvatore Di Giacomo si fece interprete di quello che amava definire il “verismo sentimentale”, cioè una scrittura capace di cogliere nella miseria impercettibili sfumature, elementi che sfuggono all’occhio poco allenato. E Mattinate napoletane, apparso per la prima volta nel 1886, è rappresentazione viva di questo spirito narrativo. Si mise in cammino, scendendo per Toledo, con le mani in tasca e la testa china, tutto pensoso. Che si sentisse dentro lui stesso non lo sapeva.

In queste quindici novelle, mescolando storie bizzarre, come quella del canarino poeta, ad altre decisamente più comuni, come quella di Fortunata, la fiorista accoltellata dal marito geloso, Di Giacomo accompagna il lettore per i vicoli pullulanti di vita realizzando un preciso e crudo ritratto di quella che il medico svedese Axel Munthe definì «la città dolente»: la Napoli di fine Ottocento.

 

Mattinate napoletane fu uno dei primi esempi di “libro tascabile”

“Mattinate napoletane” fu uno dei primi libri concepiti come tascabili. Pubblicato in un piccolo formato nella collana “Biblioteca Amena” dalla casa editrice Artistico-Letteraria nel 1886, ed esaurito in pochi giorni, fu ripreso dall’editore Luigi Pierro l’anno dopo, in un’edizione dal formato ancora minore. ed annunziato al pubblico in questi termini, forse suggeriti dall’autore: “L’edizioncina è tascabile. E le ore del tram, della carrozza ferroviaria che vi trasporta lontani, del lungo aspettare, in un caffè, un amico ritardatario, se ne potranno giovare” come racconta Franco Schlitzer in “Salvatore Di Giacomo. Ricerche e note bibliografiche”.

Il libro veniva regalato con la rivista “Picche” di Federico Verdinois

Racconta Emma Giammattei ne “Il romanzo di Napoli: geografia e storia letteraria nei secoli XIX e XX” che all’epoca il volumetto Mattinate Napoletane, comprensivo di racconti apparsi su riviste come la torinese “Gazzetta Letteraria” diretta da Bersezio o sulla “Napoli letteraria”, la rivista degli “hegeliani” di Napoli, veniva offerto in dono agli abbonati di “Picche”, la rivista letteraria dalla caduca esistenza, di Federico Verdinois.

F. Curci, suo contemporaneo, invece, scriveva che che tutte le figure di Mattinate Napoletane “respirano, palpitano, amono, soffrono, vi paiono come conoscenze di vecchia data. E, passeggiando per Napoli, talora credete vedervele passare dinnanzi. sotto le povere vesti popolane, poiché, è pur da notare, il Di Giacomo, più che in altre classi sociali, cerca i suoi soggetti nel popolo: in questo nostro popolo napoletano così bonario, così caratteristico, così spesso frainteso e calunniato. Quei vecchietti, quelle donnine, quei marmocchi si cattivano, non pure la vostra attenzione, ma la vostra simpatia, il vostro affetto. E voi non si sa come, non si sa perché, vivendo in mezzo a loro, vi sentite diventare più buono”.

Alcune curiosità su Mattinate Napoletane e su Di Giacomo

Le opere giovanili di Di Giacomo sono state anche traccia per successivi lavori teatrali. Ad esempio ‘O mese mariano, sorge proprio da una novellina di Mattinate Napoletane, “Senza Vederlo”.

Il racconto della “Regina di Mezzocannone”, sempre incluso in Mattinate, viene pubblicato invece la prima volta sul “Corriere di Roma illustrato” diretto da Eduardo Scarfoglio.

Del resto Di Giacomo fu una delle più importanti personalità del suo tempo, romanziere “nazionale” per peso e poetica, seppur in lingua napoletana, come gli riconobbe Benedetto Croce.

Tant’è che di lui diceva Giuseppe Marotta: “Salvatore Di Giacomo morirà solo quando Marechiaro (che ora ha una via intitolata al suo nome) e l’intera Napoli avranno cessato di esistere…”

Per cui onore a Polidoro che con la sua ripubblicazione ne conferma l’enorme importanza.

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 11 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 11 Febbraio 2021

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