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POLVERIERA NAPOLI

La violenza di pochi non cancelli i sacrosanti diritti di tanti

Attualità | 24 Ottobre 2020

Napoli è una polveriera a cielo aperto, che stasera è esplosa in tutta la sua rabbia e insofferenza come mai prima a nostra memoria.

Senza neanche attendere l’effetto delle nuove misure restrittive non ancora in vigore, De Luca questo pomeriggio ha annunciato a sei milioni di persone la volontà di voler chiudere tutto, nuovamente, a stretto giro.

E le immagini di stasera, in tal senso, gli forniranno ancora più forza al cospetto del Governo per ottenere un lockdown generale che, a tutti gli effetti, potrebbe avere conseguenze ben peggiori di quanto visto nelle ultime ore.

La violenza di pochi, da condannare a prescindere, non può cancellare le sacrosante rivendicazioni di tanti. E quanto accaduto richiede letture sociali ben più ampie e profonde, che vadano oltre il miope e sempreverde accostamento alla Camorra già servito, in fretta e furia, dalle trasmissioni nazionali.

(Camorra che, per inciso, non si alimenta e prolifera nei cortei e negli scontri, bensì nella fame e nella disperazione della gente che, senza aiuti e appigli, finirà col ritrovarsi stretta nei suoi tentacoli)

Oggi pomeriggio De Luca si è messo a giocare con la paura della gente, ha soffiato sul fuoco dell’incertezza, della precarietà e della mancanza di prospettive. E ora rischia seriamente di bruciarsi.

Se preferite fermarvi a quel centinaio di farabutti e alla loro guerriglia urbana, fatelo pure.

Limitarsi a ciò, però, equivale a prestare il fianco alla miopia della classe dirigente regionale e nazionale, alla sua isteria decisionale e all’assenza di qualsivoglia indirizzo strategico.

Napoli, in questo momento, è uno specchio sul mondo e sulle sue contraddizioni attuali, figlie di un’epoca economica e di una stagione politica oramai inadeguate, che hanno segnato il passo e che vanno accantonate.

L’unico modo che gli resta per restare a galla è metterci gli uni contro gli altri, in una guerra ‘omnium contra omnes’ in cui nessuno di noi – commercianti, liberi professionisti, insegnanti, poliziotti, partite I.V.A., precari, disoccupati o studenti – ha la minima possibilità di uscirne vincitore.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 24 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Ottobre 2020

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