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POMPEI ASPETTA

Un coro unanime per la città antica che crolla: fate presto

Arte e artigianato, Cultura, DueSicilieOggi, Europa | 14 Dicembre 2013

fate presto pompei

In tre anni sei crolli negli scavi di Pompei: ieri l’ultima segnalazione, quando si è sgretolato uno stucco di rosso pompeiano  nella Regio V, Ins II, numero 14.

Il danno è evidente, sotto gli occhi del pubblico che visita gli Scavi e si affaccia in un retrobottega in Via di Nola. Pompei ancora attende l’arrivo del direttore generale, Giovanni Nistri, nominato dal ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, lunedì scorso, ma che qui ancora non si è visto.

E’ stato il suo vice, Fabrizio Magani, a effettuare il primo sopralluogo martedì scorso .

Ma il tempo scorre e quei 105 milioni di euro di fondi europei per salvare le antiche domus, molte delle quali prive di manutenzione da anni, vanno spesi. E vanno aperti i 39 cantieri di restauro previsti dal progetto Grande Pompei. Perché fino ad ora di cantieri ne sono stati aperti appena cinque mentre è stato annunciato l’arrivo di cinque tecnici e venti funzionari del Mibac destinati ad affiancare Nistri nella sua azione.

La situazione è grave: dal clamoroso crollo della Schola Armaturarum, lungo via dell’Abbondanza, il 6 novembre 2010, le segnalazioni di nuovi cedimenti sono diventati sempre più frequenti. Il 30 novembre del 2010, è venuto giù un tratto di mura di cinta in tufo e calcare che circonda la Casa del Moralista. Il 21 dicembre 2011, è crollato un pilastro della Villa di Loreio Tiburtino. Il 27 febbraio 2012, è caduto al suolo l’intonaco non affrescato, di colore rosso, staccatosi da una delle pareti che si trovano nell’atrio della domus della Venere in Conchiglia. Poi, l’8 settembre del 2012, è crollata la trave di legno, di circa quattro metri, che era parte della copertura del peristilio di Villa dei Misteri. Infine, il 2 dicembre scorso, si è sbriciolato il muro di una bottega di via Stabiana; poi è venuta giù una parte di intonaco della Casa della Fontana piccola, all’ingresso della stessa. Ora lo stucco di rosso pompeiano. Insomma un disastro devastante. Non c’è piu’ tempo, Nistri si dia una mossa, Pompei non può aspettare oltre.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 14 Dicembre 2013 e modificato l'ultima volta il 14 Dicembre 2013

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