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Pompei e l’eruzione del ’79: nuova incredibile scoperta sulla data del disastro

News | 16 Ottobre 2018

“Sedicesimo giorno prima delle calende di novembre”, l’iscrizione con carboncino sulle mura della Casa di Giove rivela uno straordinario colpo di scena sulla storia di Pompei e dell’eruzione del Vesuvio che nel ’79 d.C. distrusse la città. La traccia, infatti, lasciata ai posteri da “un operaio buontempone che lo ha scritto sul muro di una stanza in ristrutturazione”, come scherzosamente ha annunciato il direttore Massimo Osanna, è databile grazie al chiaro riferimento al giorno 17 ottobre. Questa scoperta “sposterebbe” quindi l’eruzione di due mesi, dal 24 agosto al 24 ottobre – data già presa in esame da molti storici -, poiché la trascrizione in carboncino avrebbe reso poco nel tempo se non fosse stata indelebilmente scolpita dalla furia del vulcano, ed è dunque difficile ascriverla ad anni precedenti al ’79, ed è ancora più complesso pensare che possa essere stata abbandonata lì nel tempo, trattandosi appunto di una struttura in corso di ristrutturazione, evidentemente proprio a ridosso dell’imminente disastro che avrebbe poi sepolto Pompei.

Il Grande Progetto Pompei diventa sempre più “grande”, ed importante il lavoro che si sta svolgendo per lasciare emergere la storia di una città che è infinita e smisurata, e che non smette davvero mai di lasciarci a bocca aperta. La Casa di Giove, insieme alla Casa con Giardino nella Regio V, appurano una magnificenza di affreschi, pitture, mosaici e pavimenti, oltre alle storie: quelle che hanno condizionato gli ultimi istanti di vita di un popolo, quelle che ci raccontano la Storia attraverso incisioni su mura millenarie e che riscrivono la storia di Pompei. 

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 16 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 16 Ottobre 2018

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