venerdì 26 febbraio 2021
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Pompei, inaugurato il nuovo Antiquarium

Beni Culturali | 25 Gennaio 2021

Riapre al pubblico in una veste totalmente nuova l’Antiquarium di Pompei.

Un po’ di storia

Istituito nel 1861 da Giuseppe Fiorelli, allestito tra il 1873-1874, fu riordinato da Amedeo Maiuri nel 1926, poi distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e riaperto al pubblico solo il 13 giugno del 1948 in occasione del bicentenario degli scavi a Pompei.

Il terremoto del 1980 ne aveva imposto la chiusura per 36 anni. Solo nel 2016, sotto la direzione di Massimo Osanna, una piccola parte era stata riaperta al pubblico in occasione di mostre temporanee.

L’Antiquarium diventa finalmente il museo di Pompei

Quella del 25 gennaio 2021 è da considerarsi una data storica per le vicissitudini sfortunate di questo edificio ottocentesco.

La volontà espressa dall’attuale direttore generale dei Musei era quella di ridare vita al progetto di “Don Amedeo”, e cioè fare dell’Antiquarium un vero e proprio museo del sito, un’ introduzione essenziale alla visita o comunque una integrazione necessaria alla completezza della stessa.

11 sale su 600 mq di esposizione divise per tematiche:

Summa Pompeiana

Prima di Roma

Il “secolo oscuro”

La fase dell’alleanza con Roma

Il “secolo d’oro” di Pompei

Mercatores

Privata luxuria

Roma vs Pompei

Obsidio

Pompeis difficile est

Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum

Pompei.

Pompei augustea

Hic habitat felicitas

Vivere nel lusso

A fundamentis reficere

Structores et pictores

L’ultimo giorno

Due gli ingressi: da Porta Marina (attualmente chiusa) e da Piazza Esedra, percorso incluso nel biglietto di ingresso al sito.

Un racconto cronologico a firma dello studio COR arquitectos

Le sale raccontano la storia della città fino al suo seppellimento nel 79 dopo Cristo. Si parte dal IV sec. A. C, con un allestimento targato COR arquitectos ( Cremascoli, Chiavaroli) che richiama quello voluto dal Maiuri.

Amedeo bot e il QR – code: nuove maniere di fruizione

A supporto dei visitatori oltre alla pannellistica che indica i temi delle 11 sale, c’è “Amedeo bot”, un assistente digitale in grado di fornire informazioni dal proprio dispositivo mobile, e un racconto audio della sala che si sta osservando, il tutto puntando il QR-code sul pannello. Unico neo è il bisogno della connessione internet che difetta in alcune sale impedendo il collegamento.

Nell’ultima sala l’assistenza informatica manca totalmente in attesa di un prosieguo del percorso espositivo nei Granai del Foro.

Un esperimento che diventa utile in un momento storico in cui il pubblico richiede autonomia di fruizione e sicurezza nel percorso di visita museale.

La storia di Pompei dai Sanniti all’eruzione

Da segnalare sono sicuramente gli oggetti nelle vetrine dedicate al lusso della vita romana: dagli argenti di Moregine (o Murecine) al Triclinio della casa del Menandro. Senza perdersi l’affresco della casa del Criptoportico.

Finalmente in esposizione permanente la Venere dell’officina dei feltrai di Verecundus o la splendida statua di Livia ritrovata nella villa dei Misteri e già esposta da Maiuri nel suo allestimento con una sala che prendeva nome proprio da lei.

Le ultime scoperte in esposizione permanente

Sicuramente ammaliano i reperti ritrovati di recente alla Regio V e a Civita Giuliana, come i famosi amuleti della fattucchiera partiti per una mostra al Petit Palais di Parigi qualche giorno prima del lockdown di marzo scorso e mai esposti al pubblico in Italia.

I calchi delle vittime

Nella sezione dei calchi in gesso, con la tecnica inventata da Fiorelli nel 1863, possiamo vedere la copia del calco del cavallo scoperto nella villa fuori le mura di Pompei, a Civita Giuliana, e anche un cipresso ritrovato lungo il fiume Sarno a inizi anni ’90.

Il coup de théatre è alla fine del percorso espositivo, dove non ci si può che emozionare guardando le ultime due vittime dell’eruzione scoperte a novembre scorso in località Civita Giuliana. I calchi originali di questi due esseri umani in fuga, travolti dall’ira del vulcano, invitano a una riflessione profonda sulla tragedia da loro vissuta.

Responsabile dell’allestimento la funzionaria archeologa del Parco archeologico di Pompei, Luana Toniolo, che è anche responsabile del progetto scientifico insieme a Massimo Osanna e Fabrizio Pesando.

Osanna e Franceschini prossimi cittadini onorari di Pompei

Tra gli ospiti presenti all’inaugurazione c’è da segnalare la presenza di due aspiranti all’incarico di direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Francesco Sirano e Gabriel Zuchtrieghel, in lizza con altri otto contendenti ma tra i nomi più gettonati, e il sindaco di Pompei che ha annunciato a sorpresa la volontà da primo cittadino di donare la cittadinanza onoraria a Massimo Osanna e al Ministro Dario Franceschini.

Info: http://pompeiisites.org/comunicati/il-25-gennaio-inaugura-lantiquarium-di-pompei-apre-ingresso-di-piazza-esedra-acquisti-biglietti-on-line-o-presso-casse-automatiche/

Susy Martire

Foto Carlo Hermann / Kontrolab – Tutti i diritti sono riservati

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 25 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 27 Gennaio 2021

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