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Pompei per il sociale: firmata convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità nel Parco archeologico

Beni Culturali | 25 Marzo 2021

Il Tribunale di Torre Annunziata, il suo presidente dott. Ernesto Aghina, il prof. Massimo Osanna direttore generale p.t. dell’ente Parco Archeologico di Pompei, e la dott.ssa Giuseppina Forte, in rappresentanza dell’ U.E.P.E. (Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna) Campania, diretto dalla dott.ssa Patrizia Calabrese, hanno sottoscritto una convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità presso l’area del Parco Archeologico.

Viene in rilievo l’istituto della “messa alla prova”, previsto dall’art. 168bis c.p. che prevede, per reati di limitata gravità, che l’imputato possa formulare richiesta di svolgere una prestazione (non retribuita) di pubblica utilità, con sospensione del procedimento penale  e, laddove l’esito sia positivo, l’estinzione del reato.

Con la convenzione viene conferita la possibilità, per venti imputati che chiederanno di essere ammessi alla “messa alla prova”, di svolgere un’attività (gratuita) con vari tipi di mansioni presso il Parco archeologico di Pompei, comprensivo oltre che l’area degli scavi, anche i siti di Oplontis e Boscoreale, gli scavi di Stabiae, il museo archeologico di Castellammare, ecc.

Si tratta della prima convenzione stipulata sin qui in Italia da un Parco archeologico, e consentirà l’acquisizione di prestazioni lavorative funzionali ad un utile pubblico, alternative alle tradizionali sanzioni penali, in un contesto di peculiare valenza culturale, auspicabilmente idoneo ad accentuare la finalità rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

“La convenzione firmata con il tribunale è un iniziativa di grande valore che attesta quanto, sempre di più, le istituzioni siano in grado di collaborare proficuamente in progetti di valore per la comunità. In questo caso la cultura, attraverso le istituzioni museali e il ruolo che esse svolgono nella gestione del patrimonio culturale, può avere un ruolo importante nella attività di rieducazione e riabilitazione sociale. Mi auguro che Pompei rappresenti un modello, anche per altre realtà,  verso simili percorsi virtuosi.” – dichiara Massimo Osanna

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 25 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 25 Marzo 2021

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