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POMPEI

Riapre la Schola Armaturarum: l’ultimo atto di Osanna prima della scadenza del mandato

Beni Culturali | 2 Gennaio 2019

La Schola Armaturarum dal 3 gennaio torna visitabile.

Era il 6 novembre del 2010 quando questo edificio collassò nella parte superiore . Il sito in quel momento era fortunatamente chiuso al pubblico. Le immagini delle macerie sulla strada basolata antica fecero il giro del mondo. Tv e giornali dell’intero pianeta parlarono di Pompei e di questo disastro, che arrivava alla fine di una lunga serie di altri piccoli crolli e di una situazione generale ai limiti dell’emergenza.

Schola Armaturarum: simbolo della rinascita di Pompei

Già colpita dal bombardamento dell’ultima guerra mondiale in cui la struttura perse gran parte degli apparati decorativi, la Schola Armaturarum è un edificio sfortunato da sempre che però suo malgrado si trasforma nel simbolo della rinascita di Pompei. Non sono state individuate responsabilità per il famoso crollo del 2010 ma solo una serie di concause, tra cui restauri postbellici che videro una copertura di cemento armato e ferro che pesò notevolmente sulla struttura antica, e un malfunzionamento dello smaltimento delle acque piovane che incisero sui terreni soprastanti e la copertura in cemento.

Dopo questo crollo si capisce che Pompei non può più aspettare burocrazia, commissariamenti e altro e la Comunità europea scende in campo con un finanziamento da capogiro, 105 milioni di euro.

Il Grande Progetto Pompei

Parte così la creazione di un grande progetto: il Grande Progetto Pompei. A capo del Grande Progetto, allora in qualità di Soprintendente della Soprintendenza speciale di Pompei e poi come Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, viene posto, scelto dall’allora Ministro Massimo Bray, il professore Massimo Osanna. Correva l’anno 2014.

Il 4 gennaio 2019, il professor Osanna, termina il suo mandato di quattro anno, e tra aperture di domus, aperture di intere regio (quartieri) , mostre, scavi nuovi alla Regio V con interventi sui fronti di scavo, scoperte di iscrizioni su tombe e al carboncino, ipotesi di date dell’eruzione, studi, scavi al fondo Iozzino, scavi iniziati per bloccare l’azione dei tombaroli in località Civita Giuliana, ci saluta lì dove tutto è iniziato. Maestro della comunicazione, che è stata uno dei suoi tratti distintivi, l’ultimo coup de theatre è la restituzione al pubblico di ciò che si era perduto.

Ogni giovedì i restauratori, che stanno continuando a lavorare, illustreranno ai visitatori del parco l’edificio mostrando il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi e gli ambienti retrostanti, oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.

Osanna termina il mandato e restituisce al pubblico la Schola Armaturarum

Domani alle 11 il Direttore generale Massimo Osanna, giunto alla fine del suo mandato, ci saluterà e, insieme ai restauratori Ales, presenterà in anteprima alla stampa il progetto di riapertura della Schola.

Si tratta del primo passo di un progetto più articolato di fruizione e musealizzazione esteso ai vani retrostanti che consentirà di vedere i dipinti e gli oggetti nel loro luogo di rinvenimento.

Intanto, aspettiamo il nome ufficiale dei candidati, tra cui già sappiamo c’è il direttore uscente, e attendiamo il direttore ad interim che prenderà il posto di Massimo Osanna in attesa della nuova designazione della carica al termine delle procedure concorsuali.

Un ringraziamento speciale a Massimo Osanna che durante il suo mandato ha dato nuova vita a Pompei restituendola ai visitatori e al mondo più bella di quanto già non fosse quando gliene è stata affidata la cura.

Susy Martire 

 

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 2 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Gennaio 2019

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