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Porta San Gennaro, le prime immagini del dipinto di Mattia Preti restaurato

Beni Culturali | 5 Maggio 2021

E’ stata restituita in tutta la sua delicatezza alla città, Porta San Gennaro, uno dei luoghi simbolo di Napoli. Ci sono voluti 5 mesi, a causa del Covid, la lungimiranza dell’amministrazione che ha aperto ai privati e un pool di esperti, anche appassionati,  che vanno dall’architetto Alberto Sifola al direttore dei lavori Gennaro Piezzo, per ottenere questi risultati meravigliosi. Ma l’unica porta con il dipinto ancora visibile ora è tornata a vivere nel suo splendore.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per il 19 maggio mattina quando, alla presenza delle Istituzioni, sarà svelato il seicentesco dipinto murale di Mattia Preti, appena restaurato, che fu dipinto nel 1656 come ex voto dopo l’epidemia di peste. Una rinascita, dunque, doppiamente simbolica. Noi vi mostriamo le immagini in anteprima, scattate da Sergio Valentino.

 

Un’iniziativa pubblico-privato voluta da Nino Daniele quando era assessore alla cultura

L’iniziativa, voluta ai tempi dell’assessorato alla cultura firmato Nino Daniele, è conseguenza dell’incontro e dell’avvio di una virtuosa collaborazione tra operatori pubblici e privati accomunati dall’intento di prendersi cura e di valorizzare l’immenso patrimonio storico e artistico di Napoli.

Iniziativa promossa anche da FAI Campania e IV Municipalità con i restauratori di AReN

Il progetto è promosso dall’Assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dal FAI Campania con la collaborazione sul territorio della IV Municipalità. L’opera di restauro è stata realizzata grazie al sostegno di AReN Associazione Restauratori Napoletani e del suo presidente Emanuele Vitulli, che ha messo a disposizione la propria competenza professionale.

La collaborazione degli imprenditori napoletani

Tra i gruppi in sostegno del restauro un ruolo di primo piano l’ha avuto  l’Associazione Friends of Naples, creata da un gruppo di imprenditori napoletani con il preciso scopo di intervenire a supporto delle istituzioni preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali della nostra città e l’ACEN Associazione Costruttori Edili Napoli. Un lavoro corale che non sarebbe stato possibile senza l’affiancamento e l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.

In particolare, oltre agli sponsor coinvolti, ACEN, Gianfranco D’Amato, Ranieri Impiantistica e Infracoop di Francesco Tuccillo, l’intervento è stato reso possibile grazie al coinvolgimento sul campo dei restauratori dell’AReN, in particolare nelle persone di Emanuele Vitulli e Nabil Pulita, il direttore dei lavori Gennaro Piezzo, e il network di artigiani di Friends of Naples, in primis Del Core Restyling, Home Decoration di Nicola Dublino e la Ditta Casolaro per il prezioso contributo e l’impegno volontario con cui costantemente seguono l’Associazione nei suoi numerosi progetti.

La storia di Porta San Gennaro, unico accesso alle Catacombe

Porta San Gennaro è la più antica porta della città di Napoli, menzionata già in documenti risalenti all’anno 928, quando era dilagata la paura dei Saraceni che avevano già distrutto la città di Taranto.

Era l’unico punto di accesso per chi proveniva dalla parte settentrionale della città. Il nome di Porta San Gennaro deriva dal fatto che di qui partiva anche l’unica strada che portava alle catacombe.

In età ducale fu ricostruita poco lontano dal luogo d’origine

In età ducale la porta fu ricostruita poco lontano dal luogo originale, tra Caponapoli e il vallone di Foria, nei pressi del Monastero di Santa Maria del Gesù delle Monache. Già dal X secolo si hanno testimonianze che la porta veniva denominata di San Gennaro. La porta veniva detta anche del tufo perché da essa entravano i grandi blocchi di tufo delle cave del vallone della Sanità.

Un nuovo spostamento nel 1537 per volontà di Don Pedro di Toledo

Nel 1537 fu ancora spostata per volere di Don Pedro di Toledo e furono eliminate le due maestose torri fortificate che la fiancheggiavano, occupando la collocazione che ancora oggi conserva su via Foria, di fronte a piazza Cavour, inglobata nel complesso edilizio che gli è stato costruito intorno.

L’edicola di Mattia Preti fu affrescata nel 1656 dopo la peste come ex voto

Dopo l’epidemia di peste del 1656, come ex voto, vi fu aggiunta un’edicola affrescata da Mattia Preti, con motivi sacri (i Santi che implorano la fine della peste), oggi ancora in buono stato di conservazione dopo il recente restauro. L’affresco raffigura San Gennaro, Santa Rosalia e San Francesco Saverio.

Nell’antico vallone della Sanità (posto al di fuori della cinta muraria della città), vi era, tra l’altro, un cimitero per le vittime delle numerose epidemie che colpivano il napoletano. Sulla porta che faceva da confine con questi lazzaretti venne apposta allora la figura di San Gennaro, protettore dei deboli, che guardava nella direzione di coloro che erano stati sfortunati nella vita terrena ma che sarebbero stati accolti nel regno dei cieli.

Nel 1659 fu aggiunto il busto di San Gaetano (realizzato in pietra da Bartolomeo Mori), su richiesta dei padri teatini.

 

 

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 5 Maggio 2021 e modificato l'ultima volta il 5 Maggio 2021

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