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PREMIATI DA MATTARELLA

Napoli città aperta: onoreficenze all’allenatore antirazzista e alla Signora della Circumvesuviana

Attualità, Diritti e sociale, Razzismo | 30 Dicembre 2018

Napoli città aperta e antirazzista? Non sempre, ma certo tra i 35 cittadini che si sono distinti nel campo della solidarietà nel 2018 ci sono anche due napoletani Igor Trocchia e Maria Rosaria Coppola. Sono cittadini ritenuti esemplari dal presidente della repubblica Sergio Mattarella e di cui vi abbiamo parlato nei mesi scorsi su queste pagine (e ovviamente non solo noi, sono finiti anche sulla stampa nazionale). Premiati per il loro antirazzismo, assolutamente non eroi ma “divini” per caso, in un mondo sempre più arido e allergico all’altro. Se non eroi, insomma, due esempi che  ci ricordano che ribellarsi a chi si comporta in modo barbaro verso altri esseri umani si può. E questo essere antieroi e persone semplice è la cifra che unisce un modo di essere di queste due persone nate a Napoli… (con buona pace di Salvini!).

Igor, che ritirò la squadra per insulti razzisti

Il primo è Igor Trocchia, da Ponticelli, da anni emigrato a Dalmine, nel bergamasco, dove allena una squadra di calcio di ragazzi, il Pontisola. Igor ha fatto quello che avrebbe voluto fare Ancelotti a Milano qualche giorno fa: dopo i buu razzisti dei tifosi avversari contro un proprio giocatore di colore ha ritirato la squadra dal torneo. “Non mi sento un eroe – spiega lui – volevo solo far capire ad un gruppo di ragazzi, che bisogna, con determinazione, rifiutare ogni forma di razzismo. Ringrazio Nicola Sana e Saverio Zanardi che mi hanno appoggiato nella decisione, ma soprattutto il gruppo di ragazzi che erano con noi quel giorno.

Maria Rosaria, che disse “strunz” a un razzista in Circumvesuviana

L’altra premiata è conosciuta da tutti come “la signora della Circumvesuviana”. Con il suo “Tu non sei razzista, si strunz!” Maria Rosaria Coppola è diventata l’eroe per caso (come Igor) del giorno per aver difeso mentre viaggiava in Circum un migrante dalle violenze verbali del solito razzista quotidiano. “L’Italia non è loro, è nostra!», disse tra l’altro l’imbecille di turno.  Risposta: «Preferisco che sia la sua, non la tua» con tanto di ombrello minaccioso che qualcuno trasformò in meme come foto profilo con la frase di Rosaria. Mattarella l’ha premiata infatti «per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista».

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 30 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 30 Dicembre 2018

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