mercoledì 23 ottobre 2019
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PREMIO MINIERA

La bellezza e l’orgoglio di una Napoli che sa tenere la testa alta e fare rete

NapoliCapitale | 30 Settembre 2019

Sabato mattina al Gambrinus si è svolta la prima edizione del premio Miniera alla napoletanità, un’idea dell’omonima associazione dei quartieri spagnoli portata avanti da anni da Salvatore Iodice con Fabio De Rienzo e altri ragazzi non solo della zona.

Una giornata emozionante per chi scrive, anche per il riconoscimento che Salvatore ha voluto dare al lavoro della squadra di Identità Insorgenti, per la diffusione e la tutela della cultura made in Naples.

Tuttavia non scriviamo per questo che, come ben sa chi ci segue, a noi autoincensarci non piace affatto, così come del resto allo stesso Salvatore, restio ai complimenti e uomo del fare.

Uomini e donne del fare sono saliti sul palco insieme a noi sabato mattina, quando vari artisti premiati hanno regalato un po’ della propria arte sul palco meraviglioso e ottocentesco della sala grande del Gambrinus. Ed è stata una “miniera” di scoperte, di nuovi contatti e rapporti, di nuove prospettive che vi offriremo nei prossimi mesi sul giornale che state leggendo.

Perché noi “vottamm’e mani” e ce le sporchiamo, così come tutti i protagonisti di questa giornata, introdotta in modo magnifico dal professor Pino Ferraro e condotta con eleganza e semplicità da Rosa Mancini, Fondatrice e Presidente dell’associazione culturale Poesie Metropolitane, con cui presto inizieremo una proficua collaborazione (perché la poesia, lo sapete, ci piace tanto ed è un nostro “debole”).

Del resto Miniera è questo: una realtà che ha aperto le porte del laboratorio di Salvatore all’altro, facendo rete, dando prospettive ai ragazzi dei Quartieri, che nella falegnameria di Iodice vivono e imparano, riciclando pezzi trovati tra i bidoni, imparando che da quello si può creare il bello: Miniera è anche questo. Dietro ai cestini per le carte e alle panchine per gli anziani con materiale riciclato, ci sono quelle mani che si sporcano. Ed è bellissima anche la foto scelta, due mani artigiane che lavorano, per la targa-premio di questa prima edizione.

Salvatore, Fabio e gli altri combattono così l’inquinamento, anche culturale: il loro è un riciclo anche di valori.

E così sabato i portatori di quei valori, i valori che secondo noi salveranno questa città, sono stati premiati da Salvatore e da altri, per una mattinata che è scorsa piacevole, semplice, senza fronzoli ma piena d’amore.

C’erano i ragazzi folli del comitato Rinascita di Forcella, premiati per l’impegno sul territorio, l’artigiano Gennaro Giunchini,  l’associazione Mastro Masiello mandolino con la bottega del Mandolino, premiati per la difesa della tradizione del liutaio, del mandolino e della posteggia (che hanno chiuso allegramente, suonando, la mattinata); Marco Filippi premiato per la satira politica in difesa del Sud e di Napoli;  la squadra di calcio Montecalvario premiato per lo sport come occasione di coesione per i giovani, Enzo Mautone – bravissimo – premiato per la riproposizione della musica di Pino Daniele, noi premiati come “divulgatori” di cultura di tutto il Sud del mondo;  Massimo Preziosi premiato per lo sport come riscatto sociale e valorizzazione del territorio; l’eccezionale Mariano Lieto premiato voce nuova napoletana della musica (un premio meritatissimo, è molto bravo); Escvpe, 4 ragazzi che ho premiato persolamente per la loro narrazione delle subculture urbane di Napoli; i Foja e le Ebbanesis che non hanno bisogno di presentazioni; i miei fratelli di battaglia dell’Associazione Culturale VivaNapoli Onlus – I Visionari per la riqualifica del territorio attraverso l’arte grazie a Vico Totò ai Quartieri Spagnoli.

Una rete virtuosa di gente che ama questa città e che si sporca le mani tutti i giorni senza tornaconti. C’era bisogno di un premio “vero”, verace, che nascesse dal basso.

E questa targa che vedete in foto è il riconoscimento più bello ricevuto da Identità Insorgenti negli oltre suoi cinque anni di storia!

Grazie Fabio e Salvatore, grazie a questa Napoli Miniera che sa fare rete. Che sa fare. Che sa sporcarsi le mani. Che sopravvive alle cricche e ai potentati, con il proprio amore e la propria verace passione. Grazie di cuore.

Lucilla Parlato

La gallery è di Ferdinando Kaiser

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 30 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Settembre 2019

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