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PREZZI CHAMPIONS

Lo schiaffo di De Laurentiis al calcio popolare napoletano

Sport | 31 Gennaio 2020

Tema: descrivete il controverso e tormentato rapporto tra Aurelio De Laurentiis e la piazza napoletana, illustrandone le ragioni che contribuiscono a rendere la situazione sempre più insanabile e inconciliabile. Svolgimento: curve a 70 euro per Napoli-Barcellona, senza nessun prezzo agevolato riservato agli abbonati.

Non occorre essere papponisti o travestirsi da profeti abitualmente inclini alla critica presidenziale per rimarcare come un simile tariffario costituisca l’ennesimo cortocircuito di una gestione societaria, sì virtuosa sul profilo sportivo e squisitamente aziendale, ma totalmente miope e assente in termini di attenzioni nei confronti delle sue frange di tifosi più popolari e appassionate.

Col termine ‘popolare’ non vogliamo limitarci a identificare il solo tifo organizzato, il cui rientro allo stadio dopo la protesta delle scorse settimane (anche legata al tema del caro-tagliandi) ha senza dubbio inciso sul ritorno alla vittoria della squadra nell’ultima settimana. Perché la Napoli calcistico-popolare abbraccia tutti gli abituali frequentatori delle Curve, che prediligono vivere quei 90 minuti in maniera ancor più appassionata e coinvolgente. Cantando a squarciagola, battendo le mani a tempo e saltando come solo in Curva, a Napoli e non solo, si è soliti fare.

Sia chiaro: al netto dell’evidente e concreto incremento tariffario che ha riguardato tutti i settori dello stadio, siamo praticamente certi che il San Paolo accoglierà Messi & Co. comunque a pieno organico. Ed è questo il fattore che alimenta ancor di più il nostro malcontento per una simile scelta.

Perché quei 70 euro sono un vero e proprio schiaffo in pieno volto al tifoso delle Curve. Perché quei 70 euro, nel capoluogo di una delle Regioni più povere d’Italia e di una delle zone più economicamente depresse d’Europa, costituiscono un’enorme barriera sociale e un’innegabile selezione all’ingresso, che chiuderà le porte dello stadio a chi – magari frequentatore abituale dell’arena di Fuorigrotta – non potrà permettersi un simile esborso.

C’è chi, nel difendere la scelta di De Laurentiis, ha tentato di propinare un confronto con i prezzi del teatro cittadino, il San Carlo, paragonando insensatamente le due differenti tipologie di spettacolo offerto e invocando, a sostegno della propria tesi, l’eccezionalità, l’irripetibilità e l’unicità dell’evento.

Elemento, quest’ultimo, su cui ha fatto leva lo stesso De Laurentiis e che sancisce quella ricorrente e insopportabile equazione che vorrebbe gli stadi trasformarsi in veri e propri teatri, in cui gli smartphone puntati sul terreno di gioco tenderanno a soppiantare le voci incessanti, festose e urlanti della platea.

Il falso storico degli standard europei

Alla tesi del teatro, c’è chi ha aggiunto che i prezzi praticati per Napoli-Barcellona siano in linea con gli standard europei. Si tratta di un falso storico, passivamente accettato e con tutta probabilità mai accettato. Anzi, dando un’occhiata rapida alle partite dei club italiani proprio in Europa, ci si imbatte facilmente nei 35 euro di Bergamo per Atalanta-Valencia o nei 40 euro di Roma per il match, di due stagioni fa, tra i capitolini giallorossi e i blaugrana catalani.

Estendendo il nostro punto di osservazione alle altre partite degli ottavi di finale di Champions League, l’unico prezzo rintracciato in rete paragonabile a quelli praticati dal Napoli sono i 70 euro del “Wanda Metropolitano” di Madrid per la partita tra l’Atletico e il Liverpool.

Sempre nella capitale spagnola, basteranno 60 euro per entrare al “Bernabeu” e vedere Real Madrid-Manchester City, così come a Lione per sostenere i padroni di casa transalpini contro la Juventus. E, in ambedue i casi, si scende a 40 euro per gli abbonati.

Altrove, il confronto sui prezzi ci restituisce risultati spaventosamente ancor più bassi: a Dortmund, un posto nel ‘Muro Giallo’ del Borussia per il match con il PSG costa 19 euro; a Londra si può andare a vedere Tottenham-Lipsia (partita di categoria B) con un esborso minimo di 26 euro per gli Under 18 e di 51 euro per un adulto con età non superiore ai 65 anni, mentre una famiglia di quattro persone può accomodarsi sugli spalti di Stamford Bridge per Chelsea-Bayern Monaco (partita di categoria A) spendendo complessivamente 158 euro, che scendono a 140 se padre, madre e pargoli sono abbonati o fidelizzati al club londinese.

A Napoli, a parità di esempio, si arriva ai 280 euro totali per le Curve e, addirittura, ai 320 euro della Tribuna Family, che prevede un prezzo pieno di 120 euro per gli adulti e un “ridotto” di 40 euro solo per i minori di anni 12.

Serve aggiungere altro?

Una mano sul portafogli, e basta

All’esosa e incoerente politica dei prezzi si sono, poi, aggiunte le strampalate dichiarazioni di ieri pomeriggio di Alessandro Formisano. Oltre a sbagliare ogni tipo di riferimento con i prezzi praticati tre stagioni or sono per la gara contro il Real (le curve costavano 50 euro e i Distini 100, contro i 70 euro e i 130 del Barcellona), il capo marketing della società azzurra si è cimentato in una fantasiosa difesa delle scelte societarie, alla luce della quale la mediana delle tariffe praticate andava magicamente a sostituirsi alla somma aritmetica dell’esborso richiesto ai tifosi. Specie se abbonati, che per la gara con gli spagnoli godranno esclusivamente di una prelazione temporale sull’acquisto del tagliando.

Insomma, se vi chiediamo di spendere 70 euro per la Champions League per poi farvi pagare 5 euro con l’Inter in Coppa Italia, perché vi lamentate dei prezzi inopportunamente gonfiati per una singola partita se, in media, pagate poco più di 30 euro per due partite?

Niente, proprio non ci arrivano. Anzi, ad onor del vero pare proprio non ci vogliano arrivare.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 31 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Gennaio 2020

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