martedì 16 luglio 2019
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PRIMO MAGGIO

Collettivi e meridionalisti militanti a Pietrarsa per non dimenticare i primi morti sul lavoro d’Italia

Battaglie | 30 Aprile 2019

Per il secondo anno di seguito meridionalisti militanti e alcuni collettivi si sono dati appuntamento domani, 1 maggio, a Pietrarsa.  “Quest’anno – ci spiega Giovanni Precenzano, uno degli organizzatori – abbiamo preferito pensare ad un corteo che sfili verso il museo “nazionale” di Pietrarsa, proprio per spostare il dibattito nel sociale: un museo che per la cosiddetta nazione ha offerto un sacrificio in termini umani,di chi protestava contro il modello di sfruttamento della classe operaia da parte della “nuova nazione” e quindi a livello occupazionale a favore di uno sviluppo di aziende del nord come l’Ansaldo per la gestione lobbistica degli appalti infrastrutturali e delle grandi opere. Il corteo vuole parlare anche a quelle partì sociali che da anni combattono contro la cronica carenza occupazionale del cosiddetto sud, che in anni di celato colonialismo interno hanno sempre lottato inconsapevolmente per difendere i diritti degli oparai di uno stato centrale che ha sempre garantito sottraendoli al sud, lo sviluppo dell’indotto produttivo del nord. Non intendiamo entrare nella sterile polemica campanilistica tra sud e nord, ma crediamo sia giusto che le parti sociali sappiamo che “l’atavico” sottosviluppo del sud, abbia avuto un proprio inizio in un certo momento storico ed è alla fine che vogliamo puntare, attraverso l’emblematico esempio di Pietrarsa”.

Nell’evento lanciato su fb, Corteo in memoria degli operai di Pietrarsa, si legge inoltre: “Sono anni che scegliamo di tenere le commemorazioni del 1° maggio a Napoli, anni in cui abbiamo provato a legare i temi del lavoro e della disoccupazione alle istanze che venivano dai territori.
Simbolica è stata la lotta di Bagnoli, che ha messo al centro rapporto tra sfruttamento dei territori e la mancanza di lavoro ; evidenziando come lo Stato si sia rappresentato sempre come predatore a queste latitudini lasciando cattedrali nel deserto (vedi appunto l’ex ItalSider ) e una scia di morti dovuti alle malattie contratte all’interno delle fabbriche e fuori.

Anche questo 1°Maggio abbiamo scelto di dare centralità alla memoria storica della nostra città, partendo da un episodio che ha segnato la storia della sua classe operaia, l’eccidio di Pietrarsa.

Una storia troppe volte dimenticata, anche dai quei sindacati e quei partiti del mondo della sinistra che hanno fatto, in tutto il ‘900, della difesa dei lavoratori la propria bandiera. Una sinistra troppo impegnata a garantire il patto nazionale e le proprie mire egemoniche, per mettere a rischio gli equilibri del paese con il ricordo di quelle morti operaie.

Negli anni né il PCI, né la CGIL e ne tanto meno i partiti e le organizzazioni che ne hanno raccolto il testimone hanno voluto ricordare quella che fu una vera e propria mattanza.

La storiografia ufficiale parla di 4 morti e 10 feriti gravi, che caddero in un vero e proprio rastrellamento messo in atto dai bersaglieri dell’esercito italiano, ma il 13 agosto al ritorno in fabbrica mancavano all’appello più di 200 nomi scomparsi nel nulla.

Siamo convinti che sia importante ricordare tutti gli operai e le operaie che sono morti per difendere i loro diritti o mentre erano sul posto di lavoro, ma mentre nel mondo si ricordano (giustamente) i morti della strage di Chicago del maggio 1887, in Italia ci si dimentica che ben 23 anni prima 4 morti ufficiali e 200 desaparecidos ancora chiedono giustizia!

Noi non dimentichiamo!”

L’appuntamento è alle 10 davanti alla vicina Caserma Aqui per poi procedere in corteo al Museo Nazionale di Pietrarsa.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 30 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2019

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