domenica 26 maggio 2019
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PRIMO PEZZOTTO UNESCO

Galbani sciacalla sulla pizza patrimonio mondiale. Pizzaioli napoletani e partenopei furibondi

Agroalimentare | 12 Dicembre 2017

L’immagine che vedete  è un’oscena trovata pubblicitaria dell’azienda Galbani comparsa sulla loro pagina fb con la seguente didascalia: “Da oggi abbiamo un motivo in più per goderci una buona pizza! Celebrate insieme a noi questo filante patrimonio dell’umanità! 🍕”. 

A parte il fatto che i pubblicitari della Galbani fanno finta di dimenticare che il patrimonio Unesco è l’arte dei pizzaiuoli NAPOLETANI, sotto al post si è scatenato giustamente l’inferno.

L’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, patrimonio immateriale, non può essere confusa con la pizza, che è evidentemente materiale, men che meno con un prodotto industriale che con l’arte napoletana non ha nessuna reale parentela. È già partito l’inquinamento al reale significato, culturale, del prezioso riconoscimento UNESCO, che i pizzaiuoli napoletani, stavolta, non dovranno consentire” è uno dei commenti. E ancora: “Ma non vi vergognate neanche un po’ ad accostare questa triste rotella di focaccia condita con improbabile formaggio al frutto del lavoro dei piazzaioli, questo si tutelato dall’UNESCO? Capisco il marketing ma questo vira verso la pubblicità ingannevole (Massimiliano Bianca)”. “La motivazione ufficiale è stata: «il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale» (Gennaro Amodio). Reazioni anche ironiche, con foto di dischi di ferro, come è nell’umore dei napoletani, si registrano sotto al post della Galbani, che ha pensato male di salire sul carro dei pizzaioli partenopei.

Anche il sempre attivo consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli interviene duramente: “La Galbani – denuncia Francesco Emilio Borrelli con il portavoce campano del Sole che Ride il professore Vincenzo Peretti docente della Federico II – ha realizzato in queste ore una pubblicità in cui rivendica il titolo di patrimonio Unesco, senza neanche specificare che è per l’arte dei pizzaioli napoletani e non per la pizza in generale ad aver ottenuto il riconoscimento, addirittura per la pizza surgelata. Si tratta palesemente di pubblicità ingannevole. Una vera e propria truffa ai danni dei consumatori,dei pizzaioli, dei napoletani e dell’Unesco. La pizza surgelata contro cui non abbiamo nulla non ha ricevuto alcun riconoscimento perchè tra l’altro si tratta di una attività di tipo industriale e non artigianale. Per queste ragioni abbiamo deciso di denunciare la nota azienda e la invitiamo subito a ritirare questa pubblicità. Per questo è indispensabile ripartire da subito con la denominazione comunitaria “Pizza Napoletana STG” (Specialità Tradizionale Garantita) per fare in modo che le pizzerie iscritte all’indicazione geografica tutelino l’originale ricetta e la qualità di un prodotto tipico che con l’abilità del pizzaiuolo diventa un prodotto esclusivo napoletano e soprattutto senza inganno per il consumatore.

“Non abbiamo alcun problema con l’industria della pizza surgelata – spiega il noto pizzaiolo Gino Sorbillo che è stato tra i protagonisti della battaglia per ottenere il riconoscimento – anzi abbiamo anche difeso il loro insediamento a Benevento. Sarebbe difficile però immaginare la sostituzione di un pizzaiuolo napoletano con una catena industrialuzzata automatica di lavorazione del prodotto. Sappiamo benissimo che il termine #pizza si potrà continuare a vendere associato a qualsiasi prodotto, fresco o surgelato, cotto in forno a legna, gas o elettrico e fatto con farina, lievito ed acqua ma associare l’arte del pizzaiolo napoletano con l’industria del surgelato è scorretto e non degno di una grande azienda come la Galbani”.

Come non ci stancheremo mai di ripetere, le eccellenze del sud ancora una volta vengono sfruttate e “pezzottate” dal’indotto, come nel caso della milanese Galbani, che tra l’altro dal 2006  è controllata dalla multinazionale francese Lactalis. Ai geniali pubblicitari della Galbani suggeriamo di in primo luogo di scusarsi come non hanno fatto i giornalisti napoletani che hanno lanciato la bufala della rapina a mano armata allo scrittore Sterling. E in secondo luogo di lasciar perdere lo sciacallaggio sulla nostra pizza, simbolo di Napoli che l’italia, onestamente, nun sape che d’è.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 12 Dicembre 2017 e modificato l'ultima volta il 12 Dicembre 2017

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