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PROGETTI OSCENI

Svincoli e parcheggi: la Napoli dei progetti insostenibili

Infrastrutture e trasporti, NapoliCapitale | 8 Giugno 2019

Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità di Napoli, ne parla come di “un successo” vantandosi, sulla sua pagina fb, della folta rassegna stampa che riguarda il suo quartiere. Peccato che si tratti di fuoco alle polveri: il progetto di nuovi svincoli della tangenziale che dovrebbero collegare in modo più efficace la zona di Capodimonte al resto della città con il megaparcheggio nelle cave di tufo sotto la Sanità, al momento, intanto, è solo un progetto. Per giunta contraddittorio con i proclami ambientalisti e le battaglie anti-inquinamento che caratterizzavano questa amministrazione. Insomma trattasi di progetto discusso e discutibile. Lo sottolineano diverse voci cittadine, a iniziare dall’interno della stessa Dema di cui anche Poggiani fa parte.

Bismuto: “Svincoli e parcheggi, il futuro ignoto e preoccupante per Napoli”

Attacca, infatti, Laura Bismuto, data in uscita dal movimento del sindaco ma per ora ancora iscritta al gruppo Dema del Comune. Che spiega in un comunicato: “Ma si! Incrementiamo ed incentiviamo l’uso delle auto, insegniamo ai turisti e ai cittadini ad arrivare con i propri mezzi fino a destinazione, abboffiamo le tasche di Tangenziale Spa, facciamo piloni, ponti e soprelevate, devastiamo un’area intoccabile da piano regolatore, forniamo tutti gli strumenti affinché le nostre cave siano imporpate di auto, e proviamo anche ad invadere di traffico una zona ancora indenne dalla turistificazione che sta rendendo invivibile la città!

Vabbè però il Parroco sindaco del Rione Sanità e la Lega ci tenevano assai a sto progetto… di conseguenza anche il Presidente di Municipalità!

Ed è sintomatico il fatto che il quartiere non ne sappia niente… che il Consiglio comunale della città non ne sappia niente! In realtà non ne sanno niente nemmeno gli assessori… almeno quelli che ho provato ad interrogare sulla vicenda! Pare che abbia gestito tutto il “provolone” capo di gabinetto, direttore generale, capo del sindacato giallo… (il riferimento è evidentemente al capo di Gabinetto, Attilio Auricchio, ndr)

Però poi ci sciacquiamo la bocca parlando di partecipazione, di neomunicipalismo, di ambiente, di turistificazione e ce facimm pure tutt’ e cortei Friday for future…

Sono settimane, se non mesi, che chiedo di avere copia dell’accordo, una bozza, un elenco, nu piezz e cart… nessuno sa niente, e non esiste niente! Proprio come il nuovo piano regolatore che dovremmo approvare a breve in consiglio comunale…

Su un investimento così importante e su una trasformazione così significativa del territorio, ritengo questa assenza di dialogo e trasparenza una vicenda molto, molto grave”.

Insomma altro che “assemblee zapatiste” di cui il sindaco si riempiva la bocca in campagna elettorale. Ancora una volta si prendono decisioni che passano sulla testa della città e sui territori.

Anche Rete Set è critica

Del resto proprio dai movimenti e dell’associazionismo arrivano parole di tuono sul progetto. Per Alessandra Caputi, di Rete Set, sono “scelte antidiluviane”. Sul suo fb infatti fa notare: “Cosa fanno le città europee per ridurre il traffico privato e le emissioni climalteranti? Qualche esempio: Parigi acquista 800 autobus elettrici (2019); Amsterdam adotta un “Piano di azione per l’aria pulita” che prevede lo stop alle automobili (benzina e diesel) entro dieci anni e l’eliminazione di 1500 parcheggi all’anno (2019); Vienna potenzia il trasporto pubblico e ottiene che il 73% dei suoi abitanti non ricorra più al trasporto privato (2017).  E Napoli, che cosa fa? Promuove con 500.000 euro uno studio di fattibilità per capire se sia utile o meno costruire 3 nuovi svincoli della tangenziale e realizzare 60.000 mq di parcheggi nel cuore della città”.

I costi del progetto

Secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Poggiani il primo passo sarà lo studio di fattibilità finanziato con mezzo milione nell’ambito del Contratto Istituzionale di sviluppo tra Mibac e Comune di Napoli. Mezzo milione di euro per un progetto che la città non vuole. Anzi per uno studio del progetto. Poi ci sarà appunto il progetto da assegnare, insieme a gare d’appalto e via dicendo per tre rampe di accesso alla Tangenziale di Napoli, che sarà collegata direttamente a una rete di parcheggi nelle cave di tufo della Sanità con 2000 posti auto e bus in 60.000 metri quadrati di grotte. E, ancora, per progettare ascensori che dai parcheggi nelle cave saliranno nel Bosco di Capodimonte, oppure prendere la metropolitana nell’uscita delle Fontanelle in costruzione. C’è davvero bisogno di tutto questo? Soprattutto c’è bisogno di questo mega parcheggio che non ci pare una buona soluzione per disincentivare l’uso dell’auto. Purtroppo tra l’esibire una cultura ecologista e il praticare una cultura ecologista passa una certa differenza (soprattutto quando si è al potere e non più sulle barricate).  E che con  la metropolitana in fase di progettazione che di per sé sarà già un grosso passo avanti perché mette in comunicazione 16 mila abitanti alla città e porta i turisti nel cuore del rione, diventa ancor più un paradosso in una Napoli che all’emergenza climatica e ambientale ha dedicato addirittura una delibera.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 8 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Giugno 2019

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