mercoledì 21 agosto 2019
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PROVE DI REGIME?

Arresti domiciliari per Mimmo Lucano, sindaco di Riace, modello d’accoglienza: l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Emigrazione | 2 Ottobre 2018

Un arresto che suona come politico. Il sindaco che ha inventato un nuovo modello di accoglienza a Riace, “uno zero” secondo Salvini, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto della raccolta rifiuti. Sono queste le accuse per cui il Tribunale di Locri, su richiesta della Procura guidata da Luigi D’Alessio, ha ritenuto necessario disporre gli arresti domiciliari per il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Il provvedimento, a nostro avviso scandaloso e che suona come una prova tecnica di regime, gli è stato notificato questa mattina all’alba dalla Guardia di finanza. Disposto anche il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sulle accuse mosse al sindaco dell’accoglienza. Per Lucano, i domiciliari sono scattati all’esito di un’indagine sulla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. L’inchiesta è partita a seguito di una relazione prefettizia. Un’ispezione conclusasi con esito negativo successivamente superata da una seconda, positiva, che aveva ribaltato le conclusioni della precedente.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 2 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 2 Ottobre 2018

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