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PUPAZZI VIVENTI

Salvini e l’incontro-passerella con gli artigiani di San Gregorio Armeno

NapoliCapitale | 4 Giugno 2020

Facciamo una premessa, anzi meglio: facciamo un gioco; andate sul sito ufficiale della Lega (ecco il link) e scaricatene lo Statuto in bella mostra nella home. Bene, ora leggetene il titolo e il primissimo paragrafo. Vi da’ noia, ve lo riporto io, state comodi: Statuto della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania (approvato dal Congresso Federale Straordinario il 21 dicembre 2019); Art. 1 – Finalità: “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana. 

Bene, ora torniamo a noi. Salvini torna a Napoli, e lo fa nel suo solito stile: inaugurando sedi della Lega Nord sul terreno conquistato, deponendo corone di fiori ai caduti, millantando promesse ai commercianti locali, agli imprenditori e persino – pensate un po’ – ai pastorai di San Gregorio Armeno, il cuore verace e identitario della città millenaria. Se riavvolgessimo il nastro a cinque anni fa queste stomachevoli passerelle – nella migliore delle ipotesi – sarebbero state accolte da pernacchie e ingiurie della peggior specie. E invece è tutto vero. Persino la nobile arte presepiale napoletana, scossa dalla terribile crisi provocata dall’emergenza sanitaria, si prona col cappello in mano davanti al (solito) padrone calato dal Nord. Eppure li ricordiamo tutti i manifesti della Lega, in Piemonte o in Lombardia, non più di cinque anni fa, li ricordiamo bene spargere il sacro verbo del partito: “Prima il Nord”, dicevano quei cartelli giganti in cui campeggiava il volto fiero e sorridente del buon Salvini.

“Prima il Nord”, un mantra ancora in voga nelle segrete stanze del Carroccio e soltanto chi vive di promesse può pensare che il vento sia improvvisamente cambiato per coloro che attraverso l’attuazione del federalismo fiscale prima, e dell’autonomia differenziata poi, hanno scavato una voragine ormai incolmabile tra le due italie. La secessione tanto anelata dai leghisti si sta materializzando sotto ai nostri occhi un passo alla volta, grazie soprattutto ai voti dei terroni da cortile. Da quando la Lega indossa gli abiti sovranisti (già, proprio loro), abbandonando le urla sguaiate, gli insulti e i comizi assai comici degli anni passati, la loro ascesa è stata quasi inarrestabile, finendo per persuadere finanche quei meridionali così a lungo umiliati da decenni di politiche predatorie.

Salvini torna a Napoli, dunque. Dalla conferenza di domani mattina in via Petrarca, a Posillipo, si muoverà verso la periferia nord della Capitale del Mezzogiorno per deporre una corona di fiori all’agente della Polizia Pasquale Apicella, deceduto lo scorso aprile durante un inseguimento. Ma l’agenda è fitta e il segretario della Lega Nord dovrà approfittare del tempo residuo per fare campagna elettorale: dopo pranzo sarà al Cis di Nola per parlare con alcuni degli imprenditori che le politiche della Lega hanno ridotto alla fame; subito dopo lo ritroveremo ad Avellino, dove inaugurerà una nuova sede della Lega Nord al Sud. In serata sarà di nuovo a Napoli, incontrerà gli artigiani di San Gregorio Armeno. Vedrete che Salvini, entro domani, farà ritornare i turisti al centro storico. Cosa si aspettino gli artigiani di San Gregorio da Salvini è un mistero, più misterioso delle sue invendute statuette che si sono moltiplicate indegnamente sulle bancarelle di questa via in questi anni…

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 4 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Giugno 2020

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