fbpx
domenica 31 maggio 2020
Logo Identità Insorgenti

Quel grave vuoto di memoria, paradigma del nostro tempo

News | 10 Dicembre 2018

ROMA 10 DICEMBRE – Passeggiando per la Capitale può capitare di “inciampare” su particolari “pietre” poste generalmente all’esterno di alcune abitazioni. Sono rivestite d’ottone e recano inciso il nome, la data di nascita e di deportazione di alcuni uomini, donne e bambini vittime della Shoah.

Un’iniziativa, quella delle “pietre d’inciampo”, che nasce a Colonia e si espande in molti Paesi europei e diventa il simbolo di una umanità che non dimentica i crimini della storia, ma li pone innanzi al proprio cammino perché “non accada mai più”.

Come già sei anni fa, in uno dei quartieri più rinomati di Roma – il rione Monti – venti di queste pietre sono state divelte. Uno sfregio in pieno centro, a pochi passi dal Colosseo.
L’oltraggio alle “pietre d’inciampo” deve essere considerato quale gesto gravissimo e bisogna che l’intero Paese – non solo la città laziale – avverta la medesima sensazione (paragonabile ad un pugno allo stomaco) provocata da quella assenza.

In un clima di assoluto odio del diverso, in cui si continua a soffiare sul pericoloso fuoco del razzismo; in una società che costringe – ad esempio – lo scrittore Andrea Camilleri a bearsi della sua cecità perché, come ebbe a dire in un’intervista, “è una fortuna non vedere certe facce che seminano odio, che seminano vento e raccoglieranno tempesta”, il gesto inconsulto realizzato nella notte da ignoti si carica di un significato simbolico estremo: cancellare la memoria significa compromettere pesantemente il futuro.

Durissime le parole di Adachiara Zevi, presidente dell’associazione “Arte e Memoria” e curatrice del progetto “Pietre d’inciampo a Roma” la quale definisce il vergognoso gesto “un attacco inaudito di fascismo e di antisemitismo fatto da gente che non scherza e purtroppo da un governo come quello che abbiamo, che aizza all’odio per il diverso legittimando questi atti”.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 10 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 10 Dicembre 2018
#Memoria   #Roma  

Articoli correlati

L'oro di Napoli | 27 Maggio 2020

L’ORO DI NAPOLI

326 a.C. il patto rocambolesco tra Neapolis e Roma

Italia | 12 Marzo 2020

CORONAVIRUS

Libri, film, giga gratuiti: i regali delle aziende digitali per questi giorni di quarantena

Cultura | 2 Gennaio 2020

POETI MODERNI

Intervista con Claudia Iandolo: la donna nella storia e l’importanza del ricordo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi