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Aiutiamo Walter, ferito a piazza Bellini per difendere un’amica

Attualità | 28 Maggio 2020

#SiamoTuttiWalterNatividadeFortes.

Si chiama così la raccolta fondi in supporto di Walter Natividade Fortes, il ragazzo ferito gravemente a piazza Bellini per difendere un’amica da uno stalker violento. 

Per chi vuole contribuire il link è questo: https://www.facebook.com/donate/1585223044961937/

Nell’appello sulla pagina fb si legge:

“Rendiamo giustizia, supporto e solidarieta’ al nostro fratello Walter Afro.
Con un piccolo contributo a testa possiamo rendere questo momento meno difficile.
Walter dovra’ affrontare un lungo periodo di degenza nel quale ovviamente non potra’ lavorare, in questi giorni capiremo anche le spese che dovra’ affrontare e condivideremo i dettagli pubblici in questa pagina.
E’ un periodo di crisi per tutti, ma siamo tanti, un piccolo aiuto ciascuno, come noi Napoletani sappiamo fare.

Sui giornali sono state scritte tante storie assolutamente fittizie.

Ci teniamo a precisare:
WALTER non e’ un “extracomunitario”, e’ NAPOLETANO. (e anche se lo fosse?)
WALTER non si e’ trovato in una rissa tra “CONTERRANEI”.
WALTER non e’ in ospedale perche’ la ” MOVIDA”.
WALTER non era implicato in storie di DROGA.
WALTER si e’ preso delle coltellate per difendere una donna, una sua amica, una nostra amica.
WALTER e’ un grande Atleta oltre ad essere stato uno dei piu’ grandi esponenti della scena Hip Hop Napoletana.
WALTER e’ stato un esempio per tanti ragazzi.
WALTER dal gran sorriso, dal cuore grande, fratello di tutti.

La Storia.
—- da un articolo di Lucilla Parlato di Indentita’ Insorgenti.

Difendeva la sua migliore amica dall’ex, stalker e violento, segnalato più volte alle forze dell’ordine. Questa è la vera storia di Walter Natividade Fortes, che già nelle notti precedenti all’agguato era stato contattato dall’uomo in piena notte. Poi l’aggressione, in pieno pomeriggio, a piazza Bellini, con coltellate all’addome. Ora Walter è in ospedale in condizioni gravi ma stazionarie e forse ancora non sa della catena di solidarietà e di amore che è esplosa intorno a lui.

Perché i suoi amici, i suoi estimatori, sono furiosi, incazzati: sui giornali è uscito che quello di piazza Bellini era stato un regolamento di conti tra spacciatori di droga, extracomunitari. Una orribile narrazione quasi a voler dire che un nero accoltellato deve essere almeno uno spacciatore. Mica può essere una persona che ha difeso una sua amica da un violento criminale che gli ha dato 10 coltellate lasciandolo in un lago di sangue? Insomma quanto uscito sui giornali è tutto falso, nemmeno un briciolo di verità. Walter è capoverdiano ma è nato a Napoli. In tanti scrivono “è più napoletano di noi”. E a Napoli lo conoscono in tanti. E lo amano. Come dimostrano i messaggi di cui siamo stati subissati ieri, su Identità Insorgenti: “Dite la verita su Walter”. Ed eccoci qui a raccontarvi di Walter, che dunque non è stato accoltellato per questioni di droga ma che è stato vittima di un attacco premeditato ad opera dell’ex fidanzato di una sua cara amica che aveva già difeso, in passato, dai tentativi perpetrati del suo ex di avvicinarla o recarle violenza.

Walter poi viene descritto da tutti quelli che lo conoscono come un ragazzo solare, salvato dalla strada dalla grande passione che ha per la break dance e per la musica rap, grazie alla quale ha più volte preso parte a progetti di integrazione sociale nelle scuole delle periferia napoletane di Ponticelli e Scampia.

Un artista, di quelli veri e liberi, da molti considerato il più grande danzatore napoletano di break dance. Gira ad esempio un suo video mentre danza al Mammut, grande centro territoriale di Scampia, insegnando a ballare ai ragazzini del quartiere, con il progetto Punta Corsara. “La passione che ha e che riesce a trasmettere per la musica e per la danza è una delle dimostrazioni più belle che abbia mai visto di gioia e capacità di abbattere i muri e le differenze sociali. Lo vidi una delle prime volte ballare in un locale a Napoli e rimasi incantata” scrive Karl Valentin.

E osserva un’altra sua amica Simona Marrazzo: “Non è un poliziotto, non è un ladro, non è vittima di bullismo: forse un ragazzo di colore abbandonato a terra in una pozza di sangue non fa notizia. Ma molti giornalisti hanno ignorato il motivo del perché Walter sia stato accoltellato. Walter si è ritrovato a proteggere una sua amica, ma non gli è andata bene, ha fatto da scudo alla furia di un essere che già da tempo doveva essere aiutato o arrestato, per violenza, stalking. Ma la legge fin quando non ci scappa la tragedia a cosa serve? Ci chiediamo tutti: ma come è possibile che accada in pieno giorno ed in mezzo a tanta gente una cosa così grave? Questo è il dopo pandemia? Walter lo conosco da quando aveva 13 anni e faceva l’imitazione di Steve, è stato per me dal primo momento un fratello, anni e anni passati insieme tra viaggi, serate Jam. Per tanto tempo la mia seconda famiglia erano i miei amici….i miei fratelli. La musica,la break, i graffiti gli anni 90, eravamo ragazzini uniti da queste passioni che hanno segnato le nostre vite. E proprio quelle passioni ci hanno portato a quello che siamo adesso”.

Ma il messaggio più commovente, con un lungo e sentito live da New York dove non ha nascosto la sua emozione è quello di Alberto Polo de “La famiglia”: “DONT TOUCH MY Walter Natividade Fortes. Walter è stato accoltellato a Piazza Bellini nell’indifferenza di tutti PER AVER DIFESO UNA DONNA! Non è un extracomunitario (e anche se lo fosse?), ma sopratutto è uno dei pilastri della Cultura Hip Hop Napoletana e nazionale. Ha insegnato la breakdance nelle scuole superiori, cosí come nelle periferie, da Ponticelli a Scampia, levando tanti ragazzi dalla strada, mostrando la possibilità di una vita migliore”.

Contribuite e aiutate Walter anche rinunciando a una birra. Dimostriamo ancora il grandissimo cuore di questa città in cui Walter è nato.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Maggio 2020

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